Alle scuole svizzere all'estero mancano i soldi

Alcuni giovani alunni della scuola svizzera a Singapore scuola svizzera a Singapore

Un Comitato per le scuole svizzere all'estero (KSA) chiede più contributi federali per i 17 istituti elvetici fuori dai patrii confini, in difficoltà a causa delle diminuite sovvenzioni.

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 luglio 2001 - 19:23

La formazione di alta qualità che li caratterizzava non può più essere assicurata ovunque, ha denunciato mercoledì il comitato in una conferenza stampa a Lenzburg (AG).

Secondo il comitato le scuole svizzere all'estero hanno registrato l'anno scorso una perdita complessiva di due milioni di franchi e la maggior parte di esse non è più in grado di attuare i necessari investimenti. Inoltre gli istituti non riescono a pagare ai docenti stipendi che garantiscano loro un tenore di vita paragonabile a quello elvetico. La riduzione dei sussidi federali - sostiene il KSA - non può più essere compensata con misure di risparmio e rette più alte.

Le sovvenzioni federali sono state ridotte dal 1996 di tre milioni di franchi, a 15 milioni l'anno. Il comitato chiede per il 2002 un aumento a 20,3 milioni. Nelle 17 scuole svizzere in Europa, Asia, Africa e Sudamerica circa 200 docenti con passaporto rossocrociato si occupano di 6000 allievi, dall'asilo fino al livello secondario. Gli allievi di nazionalità elvetica sono circa 2000. A Milano, Roma, Barcellona, Madrid, Bangkok e San Paolo del Brasile esiste la possibilità di
ottenere una maturità riconosciuta dalla Confederazione.

Lo scorso primo maggio, la commissione di politica estera del Consiglio nazionale ha adottato una mozione che chiede di aumentare i sussidi a 20,8 milioni di franchi l'anno. Il Consiglio federale prevede di aumentare progressivamente questi aiuti fino all'importo proposto entro il 2004, secondo un comunicato della commissione.

swissinfo e agenzie

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