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AlpTransit Gottardo: il cantiere del secolo, tutto da vedere

A conclusione dei lavori questo cunicolo diventerà, con i suoi 57 km, la galleria più lunga del mondo (foto Alptransit)

I cantieri di AlpTransit incuriosiscono. Migliaia i visitatori. Per "rendere visibile l'invisibile sarà creato a Bodio un nuovo centro d'informazione.

Nel 2014, quando i lavori saranno terminati, il tunnel attraverso il San Gottardo sarà la più lunga galleria ferroviaria del mondo. 57 km, attualmente in costruzione, che collegheranno Erstfeld, nel canton Uri, con Bodio, in Ticino. E' il più grande cantiere della Svizzera e una delle più imponenti opere di costruzione in Europa.

Un'opera di importanza vitale per i collegamenti fra il nord e il sud dell'Europa, che costa: per la galleria di base del San Gottardo ci vorranno all'incirca 7 miliardi di franchi. Il popolo svizzero ha approvato nel novembre del 1998 lo stanziamento di questi fondi nell'ambito di un pacchetto globale, destinato alla modernizzazione dei trasporti pubblici.

Scopo principale: informare

Proprio per far vedere alla popolazione dove finiscono i loro soldi, i responsabili dei lavori organizzano una volta all'anno delle Giornate delle porte aperte su ogni cantiere nonché visite accompagnate per gruppi. "Noi vogliamo essenzialmente raggiungere un obiettivo che è quello di informare la popolazione sul progetto che è finanziato con fondi pubblici", spiega a swissinfo Dario Ballanti, responsabile della comunicazione del settore sud.

Attualmente la maggior parte dei visitatori viene dal Ticino e dalla Svizzera tedesca. "Abbiamo un 10% di visitatori che vengono dall'estero", specifica Ballanti, "non solo dall'Italia ma anche dalla Germania e dall'Austria. Perfino qualche turista d'Oltre Oceano". L'interesse non manca: nel mese di maggio ben 1'700 persone hanno visitato il cantiere di Bodio.

"Non tutti entrano in galleria", dichiara il responsabile della comunicazione, "ci sono ovvie esigenze di sicurezza da rispettare e anche esigenze imposte dall'avanzamento dei lavori". Dario Ballanti cita l'esempio di una scolaresca che per motivi di sicurezza non si conduce nelle viscere della montagna.

Un interesse crescente

L'ingegner Matthias Neuenschwander, capo della direzione locale dei lavori di Bodio, ammette che per chi lavora sul cantiere non è sempre facile "avere visite". "Attualmente i visitatori ci creano effettivamente qualche problema perché non è ancora pronta l'infrastruttura prevista", spiega l'ingegnere a swissinfo.

Le domande dei visitatori riguardano i temi più disparati: dalle finanze, ai metodi di scavo, ai dati tecnici sulla galleria, ai quesiti sulla destinazione finale del materiale di scavo o dell'acqua che esce dalla galleria. "Quello che colpisce, in generale, è davvero un grande interesse di vaste fasce della popolazione", rileva Dario Ballanti.

Un nuovo centro a Bodio

Proprio per soddisfare questa "avidità di sapere" della popolazione per l'anno prossimo è prevista l'apertura a Bodio di un centro ufficiale per visitatori. Si tratta di un'esposizione su due piani, su una superficie di 400 m2, per, come dicono i promotori "rendere visibile l'invisibile". Tutti gli aspetti della costruzione della galleria verranno illustrati al pubblico con i più moderni strumenti della comunicazione: dai commenti sonori ai simulatori del trapano in galleria.

Rallegrante l'andamento dei lavori

Per quanto riguarda il lato prettamente tecnico, i lavori procedono molto bene. "Soprattutto nell'avanzamento nella roccia abbiamo trovato una geologia più favorevole ", dichiara l'ingegner Neuenschwander. Sul cantiere di Bodio lavorano attualmente da 180 a 200 operai. La metà è attiva nel sotterraneo, l'altra metà prepara le infrastrutture che servono agli avanzamenti meccanizzati.

E cosa pensa l'esperto di questo incredibile interessamento pubblico? "AlpTransit è un'opera con un forte impatto", spiega Matthias Neuenschwander, "sia a livello di immagine, sia per l'attività che si svolge. E' un'attrazione che è stata abilmente comunicata dai responsabili e trovo giusto che sia così, che i cittadini sappiano cosa si fa con i loro soldi".

Elena Altenburger


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