Anche il G20 contro il terrorismo

Il ministro canadese delle finanze Paul Martin è conmvinto che le misure del G-20 costituiscano un passo decisivo nella lotta al terrorismo Keystone

Riunite a Ottawa, le delegazioni dei paesi più industrializzati, tra cui la Svizzera, hanno deciso di congelare i beni dei finanziatori del terrorismo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 novembre 2001 - 12:22

Al termine di una riunione a porte chiuse, ad Ottawa, i ministri delle finanze del G20 hanno deciso di mettere in atto al più presto un piano d'azione contro il finanziamento del terrorismo. Il piano prevede il congelamento dei beni dei terroristi, la pubblicazione dei nomi dei titolari dei conti bloccati e la costituzione di reparti speciali d'intelligence finanziaria nei paesi firmatari.

Dirigenti dell'Unione Europea, degli Stati Uniti, della Cina, della Russia, dell'Arabia saudita e di altri 15 paesi hanno adottato ad Ottawa il piano d'azione, definito dal ministro delle finanze canadese Paul Martin un «passo decisivo» nella coordinazione delle risorse e dell'impegno dei 20 a chiudere il rubinetto dei finanziamenti diretti a gruppi terroristici come «Al Qaida».

Finora bloccati conti per 39 milioni di dollari

Secondo un primo bilancio fatto dal G20 dei risultati ottenuti con le misure per combattere i flussi finanziari al terrorismo internazionale, sono già stati bloccati 129 conti bancari, per un totale di oltre 39 milioni di dollari, mentre le persone indagate perché sospettate di sostenere il terrorismo sarebbero già più di 1.300.

In testa alla "graduatoria" degli interventi figurano gli Usa, con 26.668.799 dollari bloccati attraverso 29 conti; seguono il Regno Unito (oltre 10.000 dollari in cinque conti), il Giappone (600 mila dollari in quattro conti) e quindi l'Italia (500 mila dollari in 30 conti).

Gli attacchi terroristici non mineranno il futuro economico

I ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali del G20 si sono detti convinti che «gli attacchi dell'11 settembre non mineranno le prospettive economiche nel prossimo futuro». È questo il messaggio contenuto nella dichiarazione ufficiale rilasciata al termine degli incontri tenuti sabato a Ottawa, nella quale si sottolinea che i paesi sono pronti ad attuare ulteriori misure, se necessario, e nella quale si saluta positivamente il raggiungimento di un accordo sul commercio internazionale alla riunione del Wto di Doha.

Nel documento viene inoltre sottolineata l'intesa per un aumento delle misure di sicurezza in modo da facilitare il commercio di merci e servizi tra i diversi paesi.

Proteste dei 'no global'

La riunione di Ottawa è stata oggetto di proteste di oppositori alla globalizzazione. Tra canti e danze, issando cartelloni antiglobalizzazione, circa duemila dimostranti dell'itinerante 'popolo di Seattle' sono riusciti ad avvicinarsi al Centro delle Conferenze, dove era in corso la riunione del G20.

A parte qualche scaramuccia con la polizia, le manifestazioni sono state per lo più pacifiche. Secondo la polizia, i dimostranti sarebbero stati in tutto 2.000, mentre gli organizzatori ne aspettavano almeno 5.000.

swissinfo e agenzie

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