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Anno amaro per il cioccolato svizzero

Il 2009 è stato un anno difficile per l'industria svizzera della cioccolato: rispetto all'esercizio precedente il totale delle vendite è sceso del 5,9% a 174'000 tonnellate. È la prima volta da 6 anni che questo settore alimentare registra un calo del volume di affari.

Una contrazione analoga è risultata l'anno scorso anche a livello di fatturato, diminuito del 6,4% a 1,7 miliardi di franchi. La flessione più marcata del giro d'affari rispetto a quella della quantità smerciata è dovuta principalmente al fatto che i consumatori si sono rivolti verso prodotti meno cari nel 2009, ha indicato l'associazione di categoria Chocosuisse in un comunicato pubblicato mercoledì.

Il volume delle vendite è regredito in misura maggiore in Svizzera, con un meno 6,9%. Il consumo pro capite di cioccolato è stato di 11,7 chili a testa, 700 grammi in meno rispetto al 2008. Secondo Chocosuisse, la propensione piuttosto moderata alla spesa da parte dei consumatori ha influito negativamente anche sulla domanda dei prodotti di cioccolato. Alla diminuzione delle vendite avrebbero inoltre contribuito le temperature superiori alla media registrate in primavera e in estate, nonché il calo dei flussi turistici durante l'anno passato.

Le vendite all'estero hanno segnato invece una diminuzione del 5,2%, rispetto al 2008, mentre il fatturato si è ridotto del 9,9%, attestandosi a 832 milioni di franchi. A detta di Cochosuisse, l’industria svizzera del cioccolato non è riuscita l'anno scorso a incrementare ulteriormente il volume del proprio commercio d’esportazione a causa del ridotto potere di acquisto dei consumatori nei mercati rilevanti e della perdurante forza del franco svizzero.

swissinfo.ch e agenzie


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