Apertura prolungata dei negozi: nessuna febbre degli acquisti

L'apertura prolungata dei negozi è apprezzata soprattutto nel periodo pre-natalizio Keystone

A un anno dall'introduzione del nuovo orario, le abitudini degli zurighesi restano invariate.

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 dicembre 2001 - 11:31

Dal primo dicembre del 2000, tutti i negozi del canton Zurigo hanno la possibilità di restare aperti ogni giorno, da lunedì a sabato, fino alle ore 23.00. Dopo un anno dall'entrata in vigore della nuova legge, gli esercenti non hanno fatto un uso esagerato di questa libertà e le abitudini della gente sono rimaste praticamente immutate.

Chi avesse immaginato, dopo l'accesa campagna precedente la votazione popolare del 24 settembre 2000, che a Zurigo sarebbe scoppiata una mania dello shopping fino a tarda sera, avrebbe certamente sbagliato. Eppure, c'era da aspettarsi qualcosa del genere, a giudicare dalla determinazione con la quale i sindacati del settore per anni s'erano opposti al prolungamento dell'orario di apertura dei negozi. Tanto che un po' in tutta la Svizzera la questione aveva suscitato interesse e, prima di decidere su proposte simili, si attendeva l'esito del provvedimento zurighese.

Ebbene, un anno dopo a Zurigo non si nota nessuno sconvolgimento, dato che le abitudini dei consumatori sono rimaste pressoché le stesse. In pratica è cambiato ben poco; e non c'è attualmente in tutto il cantone nessun negozio o centro commerciale che la sera resti aperto oltre le 20.00. Soltanto durante l'estate alcuni piccoli esercizi, come negozi di compact disc o rivendite di würstel arrostiti - si sono avventurati in aperture fino a tarda sera, soprattutto per favorire quella clientela che seguiva qualche particolare spettacolo.

Nessuna febbre degli acquisti

L'effetto della liberalizzazione s'è avvertito soprattutto nel prolungamento dell'orario d'apertura serale, da lunedì a venerdì, fino alle 20.00 (prima scadeva alle 18.30), e al sabato dalle 16.00 alle 17.00. L'apertura serale del giovedì fino alle 21.00 è scomparsa; e persino grossi centri come il Mediamarkt (elettrodomestici e apparecchi elettronici), che prima facevano fatica a buttar fuori la gente alle 18.30, ora non restano mai aperti oltre le 20.00.

Dunque, nessuna febbre degli acquisti ha preso gli zurighesi, che probabilmente sono ben lungi dal desiderare un'apertura dei negozi 24 ore su 24, come in America. Un moderato prolungamnento del precedente orario d'apertura dei negozi è stato particolarmente apprezzato (ed utilizzato) da chi, lasciando l'ufficio per tornare a casa, trovava i negozi chiusi. Questa esigenza era comprovata dal fatto che i soli negozi in città, quelli della stazione centrale, autorizzati a tenere aperto fino alle otto di sera, tra le 18.30 e le 20.00 venivano regolarmente presi d'assalto.

Ma dopo le otto di sera, la festa finisce: adesso come un anno fa. A quell'ora, infatti, lo svizzero medio preferisce andarsene a casa, piuttosto che girovagare nei centri commerciali. E i negozianti sanno bene che tenere aperto dopo le otto di sera normalmente significa più spese che incassi. Tuttavia, è importante che la possibilità di farlo consente di essere flessibili e di realizzare le idee creative che, in ci sia, dal momento che, all'occorrenza, può diventare un vantaggio: particolari occasioni o periodi dell'anno, non mancano.

Nessuno svantaggio per commessi e cassieri

Nella città di Zurigo una certa liberalizzazione, intesa proprio per favorire la flessibilità, era stata introdotta già dal 1997. Allora l'organizzazione degli esercenti s'accordò con il sindacato del settore affinché durante il mese di dicembre i negozi del centro potessero chiudere alle 18.00 anziché alle 16.00 (ora tale limite è stato posto alle 17.00). Inoltre, nelle domeniche dal 9 al 23 dicembre i negozi del centro terranno aperto dalle 11.00 alle 17.00.

Quanto agli svantaggi temuti dai sindacati (aumento del carico di lavoro di commessi e cassieri, ore straordinarie non adeguatamente compensate, ricorso a personale precario mal pagato e con pochi diritti), alla luce della realtà si sono rivelati in parte esagerati. Il personale stabile ha generalmente collaborato all'attuazione del cambiamento d'orario, mostrando di gradire le compensazioni in denaro o tempo libero.

Così, per esempio, il Mediamarkt ha concesso un aumento del 2,5 percento al suo personale di vendita, a parità di orario di lavoro (42 ore settimanali), poiché il prolungamento serale è stato compensato con una ritardata apertura al mattino. Molti altri commessi di dettaglianti del centro città ricevono mezz'ora in più pagata, in cambio della loro disponibilità a restare in negozio dalle 18.30 alle 20.00.

Per il resto, l'effetto del prolungamento d'apertura dei negozi è una discreta animazione delle strade, che prima apparivano deserte già alle sette di sera. Ne sono contenti gestori di caffè e ristoranti. E questo fatto, insieme alla moderata soddisfazione dei negozianti, fra sì che ormai nessuno più si sogni di riaprire la questione.

Silvano De Pietro

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