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Il musical di Vincente Minnelli era quello che ci voleva in una serata così calda

(swissinfo.ch)

Vincente Minnelli e Fred Astaire hanno aperto mercoledì sera il Festival internazionale del film di Locarno con «The Band Wagon» (1953).

Tra omaggi e copie di film restaurati la Piazza Grande accoglie meno film in anteprima. Su 17 proiezioni solo undici sono produzioni recenti.

È curioso che proprio nell'anno in cui il cinema americano è quasi assente dalla programmazione di Locarno, l'apertura del festival sia dedicata ad un film simbolo di Broadway e dello "show-business".

E sulla Piazza Grande non si è vista l'america psicopatica o guerriera, dell'autocritica per la perdita di valori, come ci descrive anche con molta bravura il cinema americano contemporaneo. Era l'America degli anni '50, prima della perdita dell'ingenuità, quella che si è fatta amare dal resto del mondo, spensierata e naive che si esprimeva con il musical.

E non bisogna dimenticare che proprio alla musica, e in particolare al rapporto tra cinema e jazz, è dedicata la retrospettiva di quest'anno di Locarno.

«The Band Wagon», come ha sottolineato la direttrice artistica, Irene Bignardi, era anche l'occasione di rendere omaggio al regista Vincente Minnelli, nel centenario della nascita.

Un cinquantenne in piena forma

A vederlo in copia restaurata, con colori smaglianti, senza graffi o sbavature, questo musical sembra portare benissimo i suoi 50 anni. In fondo siamo in un'epoca di revival del genere, grazie a film di grande successo come «Moulin Rouge» «Dancer in the Dark» o «Chicago».

Per le nuove generazioni mercoledì sera è stata quindi anche l'occasione di scoprire uno dei film capostipiti della commedia musicale.

Luca di 19 anni, Carlotta di 17, Margherita di 18, ragazzi con cui abbiamo parlato dopo la proiezione, hanno tutti trovato giusta la scelta di aprire con questo grande classico.

Certo per loro che hanno avuto il primo approccio con il musical attraverso film dal montaggio e dal ritmo frenetico come Chicago, alcune scene erano un po' lunghe. Ma per il resto hanno apprezzato.

Forse non al punto di applaudire a scena aperta la sequenza del ballo di Fred Astaire e Cyd Charisse a Central Park, come hanno fatto tanti tra i circa 6000 spettatori comodamente seduti sulla Piazza, con i bar assiepati e le pietre ancora calde di sole a mezzanotte!

Altri omaggi della Piazza

Sono diverse le immagini del passato che animano la Piazza quest'anno, come l'omaggio a Federico Fellini, con il suo «Casanova» (1976), in occasione del decimo anniversario della morte. Una delle opere del grande maestro meno proiettate, secondo Irene Bignardi.

Altro omaggio importante a Franco Brusati, morto anche lui dieci anni fa, con «Pane e cioccolata» (1974), per ritrovare, o scoprire la storia di Nino, operaio italiano emigrato in Svizzera.

Sguardo speciale (piuttosto che omaggio...visto che sono tutte e due vivi e vegeti) a Jean-Luc Godard («For Ever Mozart», 1996) e a Ken Loach («Raining Stones», 1993). Il regista britannico riceverà anche il Pardo d'onore alla carriera.


swissinfo, Raffaella Rossello, Locarno

In breve

La 56esima edizione del Festival internazionale del film di Locarno si svolge dal 6 al 16 agosto.

Sezioni speciali quest'anno dedicate a Cinema e Jazz, cinema scandinavo, cubano e argentino, grazie anche alla straordinaria collaborazione della Direzione per lo Sviluppo e la Cooperazione (DSC), l'agenzia svizzera per l'aiuto allo sviluppo.

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