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Asilo: l'iniziativa UDC perde colpi

Saranno gli indecisi a far pendere l'ago della bilancia

(swissinfo.ch)

Se si votasse oggi, il 43 percento degli elettori accetterebbero l'iniziativa dell'UDC "contro gli abusi in materia d'asilo".

Ma i fronti si riavvicinano, rivela l'ultimo sondaggio dell'istituto Gfs, e l'esito del voto rimane incerto.

Il secondo sondaggio condotto dall'istituto di ricerche Gfs per conto dei tre enti televisivi nazionali, SF DRS, TSR e TSI, denota un chiaro avvicinamento dei fronti sull'argomento in votazione.

Delle 1297 persone interrogate, in rappresentanza di tutte le regioni, il 43 percento di coloro che intendono recarsi alle urne hanno espresso l'intenzione di deporre un sì nell'urna. Una proporzione in calo del 14 percento rispetto al sondaggio precedente.

Aumenta invece la proporzione degli elettori propensi a esprimersi contro l'iniziativa, che ora rappresentano il 37 percento degli intenzionati a votare, contro il 24 percento del primo sondaggio. Mentre è rimasta pressoché invariata, passando dal 19 al 20 percento, la proporzione degli indecisi- una categoria decisiva per la formazione di una maggioranza.

Il centro cambia posizione

I simpatizzanti dell'UFC e quelli del partito socialista, benprofilati sullo scacchiere politico svizzero, non hanno cambiato idea rispetto al precedente sondaggio. I primi sono favorevoli all'iniziativa nella misura del 78 percento, i secondi contrari con il 64 percento delle opinioni espresse.

Le cose sono però diverse in seno agli altri due partiti governativi: tra gli elettori radicali, soltanto il 40 percento sostengono l'iniziativa, contro il 69 percento del mese scorso.

E tra i democristiani, la percentuale dei favorevoli all'iniziativa è scesa addirittura al 28 percento, contro il 55 percento del primo sondaggio.

A poco più di due settimane dal voto, l'esito è quindi di nuovo incerto, visto che il chiaro vantaggio iniziale per i fautori dell'iniziativa è nel frattempo diminuito. E sebbene il sì gode tuttora di un appoggio più esplicito, la tendenza messa in risalto nel secondo sondaggio va nella direzione inversa.

È difficile dire se gli oppositori stiano conducendo una campagna elettorale più convincente, rispetto ai fautori. Ma è chiaro che il fronte del no sta recuperando terreno.

Le opinioni evolvono...

Le critiche alla politica d'asilo erano servite da base per prendere posizione prima e all'inizio della campagna. Il che aveva permesso di mobilitare subito i fautori dell'iniziativa. Di conseguenza, le intenzioni di voto raccolte nel primo sondaggio esprimevano soprattutto le critiche alla politica d'asilo.

Il dibattito pubblico, alimentato dalla campagna elettorale, ha però fatto evolvere le opinioni. Dopo la prima reazione di insoddisfazione per lo status quo, sono state valutate anche le soluzioni proposte. Cosa che ha sovvertito l'ordine per importanza degli argomenti evocati.

Gli argomenti sui quali si basavano le critiche alla politica d'asilo sono slittati in coda, mentre in primo piano sono apparsi i valori della tradizione umanitaria, che polarizzano entrambi i campi.

Poi viene valutato il modo con cui l'UDC, promotrice dell'iniziativa, conduce la campagna. E i problemi legati all'applicazione vengono al terzo posto, prima ancora delle critiche contro la politica d'asilo, che concernono soprattutto le procedure di entrata e di espulsione.

...e aumentano le intenzioni di voto

L'avanzata degli oppositori all'iniziativa non è però da attribuire unicamente a cambiamenti d'opinione. Il loro numero è infatti evoluta parallelamente a un altro dato significativo: quello delle intenzioni di voto.

Rispetto al sondaggio del mese precedente, effettuato prima della campagna elettorale, risulta ora che il numero di coloro che hanno espresso l'intenzione di partecipare al voto è aumentato di 9 punti, dal 42 al 51 percento.

E questo dimostra non soltanto l'interesse suscitato dall'argomento, ma anche l'effetto mobilitante del dibattito pubblico.

Fabio Mariani, swissinfo

Fatti e cifre

A due settimane e mezzo dalla votazione, il 43 percento degli intenzionati a votare sono per il sì
il 37 percento per il no
il 20 percento sono indecisi
Un mese fa, i fautori erano il 57 percento
gli oppositori il 24 percento
e gli indecisi il 19 percento.
Le intenzioni di voto sono passate dal 42 al 51 percento

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In breve

L'aumento nei ranghi dell'opposizione è dovuto in parte a un fenomeno ricorrente: nelle votazioni su iniziative popolari, la campagna elettorale fa normalmente evolvere la posizione dell'elettorato contro i cambiamenti proposti. Dopo una prima presa di posizione critica nei confronti dello status quo, l'elettorato valuta anche le soluzioni proposte dall'iniziativa.
In questo caso, i motivi di questa tendenza sono pure da ricercare nella particolare composizione del gruppo di coloro che hanno espresso l'intenzione di votare.

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