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Asilo: no per un pelo

Futuro incerto: bambino in un centro per rifugiati

(swissinfo.ch)

L'iniziativa dell'Unione democratica di centro (Udc) sull'asilo è stata respinta per un pugno di voti.

Il no ha prevalso per 2754 voti, anche se l'iniziativa è stata accettata dalla maggioranza dei cantoni (12,5 contro 10,5).

Risultato sul filo di lana per l'iniziativa "contro gli abusi in materia d'asilo".

Con uno scarto di soli 2754 voti, il popolo svizzero ha respinto l'iniziativa sull'asilo dell'Udc, che chiedeva misure drastiche per ridurre l'attrattività della Svizzera per i richiedenti l'asilo.

L'iniziativa è stata però accolta dalla maggioranza dei cantoni (10 cantoni e 5 semicantoni contro 10 cantoni e 1 semicantone).

Le reazioni

Sollevati gli avversari dell'iniziativa, nonostante il risultato di misura. Per l'Aiuto svizzero ai rifugiati, il no è un segnale contro un'abolizione del diritto d'asilo.

Ma se il comitato borghese contro l'iniziativa parla di una "vittoria chiara", il comitato di sinistra è più prudente: "non si tratta di una vera vittoria".

L'Udc non intende dal canto suo chiedere un nuovo conteggio dei voti, sempre che non emergano indicazioni concrete su errori nello spoglio delle schede. È quanto dichiarato dal segretario generale del partito Gregor Rutz.

Il consigliere nazionale Udc Hans Fehr, presidente dell'Associazione per una Svizzera neutrale e indipendente (Asni) ha osservato che il risultato, ottenuto nonostante l'opposizione di tutte le altre forze politiche, rappresenta una sensazione.

L'Udc si concentrerà sulla revisione della legge sull'asilo, ha fatto sapere Rutz, e s'impegnerà perché radicali e democristiani mantengano le promesse fatte durante la campagna di varare misure efficaci contro gli abusi del diritto d'asilo.

Mai una maggioranza così risicata

"Non ho mai visto una cosa del genere", osserva Claude Longchamp, direttore del centro di calcolo della SRG SSR idée suisse. Mai, dall'introduzione del diritto d'iniziativa nel 1891, c'era stato un risultato con uno scarto tanto piccolo.

Solo altre dieci volte nella storia vi è stata una differenza tra maggioranza della popolazione e maggioranza dei cantoni. E solo in due casi la maggioranza dei cantoni è stata sconfessata dalla maggioranza dei votanti: nel 1910 (iniziativa sul sistema proporzionale per l'elezione del Consiglio nazionale), e nel 1957 (articolo costituzionale sulla protezione civile).

I paradossi di un voto

In generale si può dire che l'elettorato UDC e radicale e le regioni rurali hanno votato sì, mentre la popolazione urbana ha respinto l'iniziativa.

Un'altra divisione corre lungo i confini linguistici, pur con alcune eccezioni: mentre la Svizzera latina si è espressa in maniera compatta contro la proposta Udc, i cantoni di lingua tedesca della Svizzera centrale e orientale l'hanno approvata.

Claude Longchamps, analizzando il voto per conto della TV svizzero-tedesca, ha spiegato che si è verificato una sorta di paradosso: la resistenza all'iniziativa Udc è stata più forte nei cantoni che ospitano molti richiedenti l'asilo, mentre i maggiori consensi sono venuti da regioni dove i profughi sono in numero più limitato.

Svizzera meno attrattiva

Scopo dichiarato dell'iniziativa era di rendere la Svizzera meno attrattiva per i richiedenti l'asilo. Elemento centrale della proposta è la cosiddetta regola dello stato terzo.

In base a tale regola, i richiedenti l'asilo giunti in Svizzera passando per uno stato terzo ritenuto sicuro non avrebbero diritto a depositare una richiesta d'asilo e sarebbero respinti verso il paese di transito.

Altre misure contemplate dall'iniziativa riguardano i contributi assistenziali ai richiedenti l'asilo, che l'UDC vorrebbe ridurre sensibilmente.

Un'iniziativa illusoria

Per gli avversari, tra cui il Consiglio federale, la regola dello stato terzo contemplata dall'iniziativa sarebbe risultata inapplicabile, perché la stragrande maggioranza dei richiedenti l'asilo giunge in Svizzera via terra e quindi transita per uno stato sicuro.

Ora, i paesi confinanti con la Svizzera difficilmente accetterebbero di riprendersi i profughi respinti. L'iniziativa avrebbe dunque avuto come risultato una precarizzazione dello statuto giuridico dei richiedenti l'asilo in Svizzera.

Il governo temeva anche che l'eventuale approvazione dell'iniziativa avrebbe significato la fine della tradizione d'asilo svizzera.

Una valutazione internazionale

Un timore condiviso da Ruud Lubbers, Alto commissario dell'Onu per i rifugiati (Unhcr), il quale prima della votazione aveva osservato che le proposte dell'UDC avrebbero reso il diritto d'asilo svizzero il più restrittivo fra quelli degli stati industrializzati.

Cris Janovski, portavoce del Unhcr, dopo la votazione ha dichiarato a swissinfo di essere "sollevato per il fatto che la Svizzera ha respinto questa iniziativa, anche se di misura." Janovski ha ammesso tuttavia che "nell'opinione pubblica il problema dell'asilo, e soprattutto degli abusi nell'ambito dell'asilo, è molto sentito."

Andrea Tognina, swissinfo

Fatti e cifre

1'120'967 no / 1'118'193 sì
12,5 cantoni sì / 10,5 cantoni no

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