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Assegni famigliari: Zurigo apre il dibattito

Le indennità per i figli aiuterebbero molte famiglie

(Keystone)

Il 26 settembre, gli zurighesi dovranno pronunciarsi su un progetto di aumento degli assegni famigliari. Un’iniziativa della sinistra rivendica un incremento di un terzo rispetto ai montanti attuali.

Il problema non riguarda unicamente il canton Zurigo. Il parlamento federale discuterà prossimamente un’iniziativa analoga.

I cittadini zurighesi si apprestano a dire la loro sull’iniziativa cantonale intitolata «Più assegni famigliari per tutti».

Formulato dalla sezione zurighese dell’Unione sindacale svizzera, il testo chiede che l’assegno per i figli sia il medesimo per tutte le fasce d’età, ed equivalga ad almeno un quarto della rendita minima dell’AVS (assicurazione vecchiaia). Se il progetto venisse accettato, ammonterebbe quindi a 270 franchi al mese per ogni bambino.

Attualmente, l’assegno è di 170 franchi per i bambini fino ai 12 anni e di 195 franchi dal 13mo al 16mo anno di età. Questi 195 franchi potranno venire concessi fino ai 20 anni per i giovani che soffrono di un handicap e fino ai 25 per i giovani che completano la formazione.

Pauperizzazione contro imperativi economici

L’iniziativa è sostenuta dagli ambienti della sinistra (in particolare da socialisti ed ecologisti) e dai partiti di ispirazione cristiana, il Partito evangelico e il Partito popolare democratico (PPD/centro-destra), tradizionalmente schierati a favore della famiglia.

I partigiani dell’iniziativa ritengono che l’aumento degli assegni sia diventato necessario. Da dieci anni infatti, l’aumento costante degli affitti e l’esplosione dei premi dell’assicurazione malattia hanno causato una pauperizzazione sempre maggiore delle famiglie. «Anche per le famiglie della classe media, avere figli è ormai un lusso», si legge tra gli argomenti degli iniziativisti.

Un no deciso a destra

Contro l’iniziativa si schierano invece gli ambienti economici e i due principali partiti di destra del cantone : il partito radicale (PLR/destra) e l’Unione democratica di centro (UDC/destra dura). Gli oppositori giustificano il loro rifiuto con argomentazioni di ordine economico.

Attualmente, le imprese zurighesi versano 560 milioni di franchi all’anno alle casse di compensazione per gli assegni famigliari. Se l’iniziativa dovesse venire accolta, il contributo passerebbe a oltre 800 milioni. Per gli ambienti economici e i loro rappresentanti, un simile incremento sarebbe estremamente penalizzante per le imprese, già confrontate con una congiuntura difficile.

Per il momento, gli argomenti degli oppositori sono riusciti a spuntarla. L’iniziativa è stata respinta sia dal governo zurighese, sia dal parlamento cantonale (97 voti contro 68). Resta da vedere ora quale sarà l’opinione popolare.

Una vera e propria giungla

Gli assegni famigliari sono il principale pilastro della politica famigliare svizzera. Il problema è che questo pilastro può assumere forme molto diverse.

In effetti, solo gli assegni per le famiglie contadine sono identici in tutto il paese. Sono infatti rette da una sola ed unica legge : la Legge federale sugli assegni nell’agricoltura.

I salariati hanno invece a che fare con 26 sistemi cantonali, tutti diversi l’uno dall’altro. Esistono inoltre più di 800 casse di compensazione incaricate di riscuotere i contributi e di versare le prestazioni.

Risultato di questa diversità: gli assegni possono variare notevolmente da un cantone all’altro. Si può andare da 150 franchi nei cantoni Argovia e Vaud fino ai 444 franchi del canton Vallese (a partire dal terzo figlio in formazione).

Ci sono poi degli assegni alla nascita (un versamento unico al momento della nascita) che esistono solo in dieci cantoni – tra questi tutti i cantoni romandi. Anche in questo ambito gli importi possono essere estremamente variabili : si passa dai 600 franchi di Soletta, ai 1500 franchi dei cantoni Friburgo, Vaud e Vallese.

Un problema di portata nazionale

Di fronte a questa vera e propria giungla amministrativa, alcune voci chiedono di armonizzare i diversi sistemi, o quantomeno di attenuare le differenze tra cantone e cantone. Gli ultimi a esprimersi in questo senso sono stati i rappresentanti di Travail.Suisse, l’organizzazione mantello dei sindacati cristiani.

Hanno lanciato un’iniziativa popolare denominata «Più giusti assegni per i figli!», che chiede per ogni figlio un assegno minimo di 450 franchi al mese. Le prestazioni sarebbero finanziate in parte da Confederazione e cantoni, in parte dai contributi dei datori di lavoro.

Il 18 febbraio scorso, il governo ha respinto l’iniziativa, affermando che comporterebbe costi supplementari stimati in almeno 6,7 miliardi di franchi all’anno. Per il governo, un simile sforzo non è immaginabile dal punto di vista economico e finanziario.

Sarà ora il Parlamento a pronunciarsi sull’iniziativa. La Camera bassa ne discuterà durante la sessione invernale. Salvo sorpresa, è probabile che i parlamentari adottino la medesima posizione assunta dal governo.

Questo non significa tuttavia che qualsiasi possibilità di uniformare gli assegni venga così archiviata. Nel 2000, il governo si è infatti pronunciato in favore di una regolamentazione nazionale che permetta di «fissare alcune norme minime e di colmare le lacune più vistose».

Un progetto di legge federale in questo senso è in corso di discussione in Parlamento. Secondo questo progetto, l’assegno per figli sarebbe portato a 200 franchi e quello per la formazione a 250 franchi, sia che il genitore lavori a tempo pieno sia che lavori a tempo parziale.

Il dibattito lanciato nel canton Zurigo in occasione del voto del 26 settembre non costituisce quindi un caso isolato. La problematica degli assegni famigliari sarà al centro delle discussioni a livello nazionale nel corso dei prossimi mesi.

swissinfo, Olivier Pauchard
(traduzione: Luisa Orelli)

Fatti e cifre

L’importo degli assegni famigliari varia notevolmente da cantone e cantone.
Si passa da un minimo di 150 franchi a un massimo di 444 franchi.
Solo dieci cantoni prevedono un assegno alla nascita.
Anche in questo caso gli importi sono fortemente variabili : si va dai 600 ai 1500 franchi.

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