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Assistenza a lungo termine per l'Afghanistan

Mentre a Londra si discute, a Kabul la vita bene o male va avanti

(Keystone Archive)

Il Governo svizzero vuole rinnovare il suo aiuto all'Afghanistan concentrandosi però su progetti a lunga scadenza, indica a swissinfo un diplomatico.

Il Segretario di Stato del Ministero degli esteri Michael Ambühl rappresenta la Svizzera alla conferenza di Londra sull'Afghanistan, iniziata martedì.

Il principale obiettivo del summit di due giorni che si è aperto martedì nella capitale britannica è di raggiungere un accordo su un piano quinquiennale per stimolare gli sforzi di ricostruzione in Afghanistan e per lottare contro la violenza e il narcotraffico.

Il progetto – battezzato «Afghanistan Compact» – si prefigge in particolare di coordinare meglio gli sforzi internazionali e locali.

swissinfo: Quali sono le priorità del Governo svizzero per la conferenza di Londra?

Michael Ambühl: In primo luogo vogliamo rinnovare i nostri impegni nei confronti del Governo afghano e della comunità internazionale.

Il Governo svizzero desidera complimentarsi con tutti i suoi partner per aver portato a termine il processo di Bonn, che ha permesso all'Afghanistan di ricostruire il suo quadro istituzionale.

La Svizzera annuncerà inoltre il suo pieno sostegno all'«Afghanistan Compact».

In secondo luogo, il Governo elvetico renderà note le linee direttive dei suoi impegni futuri nel paese nell'ambito della cooperazione allo sviluppo. Negli scorsi anni ci siamo concentrati soprattutto sull'assistenza umanitaria. In futuro vogliamo mettere l'accento sui programmi di sviluppo a lungo termine.

swissinfo: A Londra offrirete all'Afghanistan maggiori investimenti? Se sì, in che settori?

M.A.: In accordo con la sua strategia a medio termine per l'Afghanistan, la Svizzera vuole continuare a sviluppare i programmi per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni che vivono in aree remote e rurali e per promuovere i diritti umani e la buona governanza.

La Svizzera continuerà a mettere l'accento sulla transazione dall'aiuto umanitario allo sviluppo a lungo termine per aiutare il paese a raggiungere gli obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite (l'ONU si è prefissa di ridurre drasticamente la povertà entro il 2020, ndr).

swissinfo: Quali impegni concreti può offrire la Svizzera all'Afghanistan nei prossimi cinque anni?

M.A.: A Tokyo e a Berlino, Berna ha stanziato contributi complessivi per circa 82 milioni di franchi per il periodo 2002-2006. Alla fine del 2005, erano già stati versati 80 milioni.

A Londra, la Svizzera confermerà gli impegni presi per la ricostruzione dell'Afghanistan, annunciando un ulteriore sostegno finanziario di circa 100 milioni di franchi per il 2006 e i prossimi quattro anni.

swissinfo: Oltre all'aiuto allo sviluppo e a somme in contanti, l'Afghanistan vorrebbe pure beneficiare di investimenti esteri. La Svizzera può far qualcosa per stimolare l'interesse delle società elvetiche?

M.A.: Quando si tratta di scegliere dove effettuare un investimento, le società devono prendere in considerazione numerosi fattori: il quadro legale, le condizioni di sicurezza, le imposte, le procedure amministrative,...

In Afghanistan queste condizioni – ed in particolare la sicurezza – devono ancora essere migliorate per poter attirare degli investimenti esteri. Detto ciò, a livello multilaterale la Svizzera sta già apportando il suo sostegno a programmi finanziari specifici della Banca Mondiale, che potrebbero essere utilizzati su richiesta del Governo afghano per cercare di favorire gli investimenti esteri.

swissinfo, intervista di Ramsey Zarifeh
(traduzione di Daniele Mariani)

Fatti e cifre

La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (l'agenzia della Confederazione preposta all'aiuto allo sviluppo) ha aperto un ufficio a Kabul nel 2002 ed è presente in Afghanistan con 22 persone.
Con un budget annuo di 20 milioni, in Afghanistan finanzia più di 30 progetti e collabora con altre organizzazioni di aiuto allo sviluppo.
La Svizzera è inoltre presente nel paese con quattro ufficiali incorporati nella Forza internazionale d'assistenza alla sicurezza (ISAF).

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In breve

Alla Conferenza di Londra sull'Afghanistan (31 gennaio e 1 febbraio) sono attesi il presidente afghano Hamid Karzai, il segretario generale dell'ONU Kofi Annan e i rappresentanti di oltre 60 paesi e di diverse organizzazioni internazionali.

Obiettivo della conferenza è di varare il programma «Afghanistan Compact», che riassume gli impegni della comunità internazionale nei prossimi cinque anni in diversi settori chiave: sicurezza, governanza, diritti umani, sviluppo sociale ed economico e lotta al narcotraffico.

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