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Quest'anno meno espositori alla fiera del lusso a Basilea

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

La crisi economica che investe l'industria orologiera si ripercuote anche su Baselworld, la più grande fiera del settore, che apre i battenti domani nella città renana con un numero di espositori in calo rispetto allo scorso anno.

Da 1'500 a 1'300, secondo quanto indicato oggi dalla direttrice Sylvie Ritter.

Le difficoltà attraversate dai produttori di orologi negli scorsi dodici mesi hanno spinto non poche aziende a rinunciare all'evento, mentre altre non sono state ammesse perché non conformi alla filosofia della fiera, ha detto la direttrice, precisando che Baselworld punta non tanto sulla quantità, quanto sulla qualità.

Già in autunno era stato reso noto che alcuni rappresentanti del segmento del lusso, come Versace o Salvatore Ferragamo, non si sarebbero presentati a Basilea.

"Abbiamo la volontà di trasformare il salone dell'orologio adattandolo alla realtà del mercato", ha detto ai giornalisti Sylvie Ritter, mentre François Thiébaud, presidente del comitato degli espositori elvetici, ha ricordato le cifre del settore: nel 2016 l'export di orologi svizzeri è sceso del 9,9% a 19,4 miliardi di franchi, mentre nel solo mese di febbraio il calo è stato del 10% su base annua a 1,49 miliardi.

Un dato che è stato interpretato come il frutto di un processo di consolidamento. Le cifre, secondo Sylvie Ritter, vanno relativizzate, perché sono simili a quelle del 2011, che all'epoca era stato definito una buona annata. "Dopo il cattivo tempo, arriverà il bel tempo", ha concluso Thiébaud. A Basilea sono attesi circa 150 mila visitatori, soprattutto professionisti del ramo. Gli espositori svizzeri sono circa 300.

SDA-ATS

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