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Baselworld: il divieto era giustificato

Gli stand dei gioiellieri asiatici, desolatamente vuoti durante l'edizione del 2003

(Keystone)

Il Tribunale federale dà ragione al governo elvetico che vietò agli espositori asiatici la partecipazione a Baselworld 2003 per evitare la diffusione della Sars.

La richiesta d'indennizzo degli organizzazioni della manifestazione orologiera, che lamentavano la perdita di milioni di franchi, è stata respinta.

La holding Fiera svizzera, organizzatrice del Salone Baselworld, è stata sconfessata dal Tribunale federale nel conflitto che la opponeva alla Confederazione per il bando dalla manifestazione di quasi 400 espositori asiatici decretato dalle autorità governative nell'aprile del 2003.

L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) aveva vietato la presenza al 31esimo Salone dell'orologeria e della gioielleria di Basilea e Zurigo di espositori e personale di vendita provenienti da Cina, Hong Kong, Singapore e Vietnam.

Il divieto d'entrata era stato deciso per ragioni di tutela della salute. Si voleva infatti evitare il propagarsi del virus della polmonite atipica Sars ('severe acute respiratory syndrome'), che aveva colpito l'Oriente.

Danni ingenti

L'organizzatrice di Baselworld, secondo cui la misura decisa dall'UFSP era sproporzionata, inadeguata e contraria al diritto federale, aveva ricorso al Dipartimento federale dell'interno. Quest'ultimo, lo scorso mese di dicembre, aveva però dato ragione al suo Ufficio.

La Fiera svizzera si è allora rivolta al Tribunale federale per fare valere le proprie ragioni e chiedere un risarcimento danni di diverse decine di milioni di franchi.

Fra questi, i 40 milioni investiti per la costruzione di un nuovo spazio destinato ai venditori asiatici e volto a convincerli a tornare nella città sul Reno.

Misura di prevenzione

Nel suo ricorso, Fiera Svizzera ricordava che, fino al 31 marzo del 2003, i responsabili dell'Ufficio interpellati dagli organizzatori di «BaselWorld» non avevano segnalato alcun provvedimento. Poi improvvisamente il 1. aprile avevano pronunciato il divieto.

I ricorrenti sottolineavano inoltre che quelle stesse persone bandite dal Salone in qualità di espositori hanno potuto recarvisi come visitatori e hanno potuto circolare liberamente in Svizzera, dove hanno continuato a trattare gli affari in alberghi e ristoranti. Inoltre in nessun altro Paese le autorità sanitarie hanno emanato restrizioni analoghe per gli espositori provenienti dalle regioni a rischio.

I giudici di Losanna non si sono però lasciati convincere da questi argomenti. Nel dispositivo della sentenza pubblicata venerdì, bocciano il ricorso di Fiera Svizzera e la condannano a pagare 8000 franchi di spese procedurali. Le motivazioni saranno rese note ulteriormente.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Il prossimo anno, la manifestazione Baselworld giunge alla 34esima edizione.
Il Salone mondiale dell'orologeria e della gioielleria si terrà dal 30 marzo al 6 aprile del 2006.
Nel 2005, gli espositori a Basilea sono stati 2197.
Al salone sono accorsi 89'700 visitatori.

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