Bilaterali in vigore solamente dall'inizio del 2002

Il ministro svizzero degli affari esteri Joseph Deiss a Strasburgo Keystone

I trattati bilaterali tra Svizzera e Unione europea (Ue) entreranno in vigore dall'inizio del 2002: mancano ancora le ratifiche di Belgio, Francia e Irlanda.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 novembre 2001 - 19:07

Lo ha reso noto giovedì il consigliere federale Joseph Deiss a Strasburgo a margine di un incontro del comitato dei ministri degli esteri in seno al Consiglio d'Europa. «Ci sono buone possibilità che i bilaterali siano applicabili nella prima metà del 2002», ha preannunciato il responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri alla stampa. Poco dopo Deiss ha incontrato il ministro degli esteri belga Louis Michel, il cui Paese ha attualmente la presidenza di turno dell'Unione europea (UE).

Swissair e Sabena

Non è escluso che durante la discussione politica riguardo alla ratifica dei bilaterali con la Svizera, i tre parlamenti regionali belgi dibattano anche di Swissair e Sabena, ha sottolineato Deiss. Michel ha comunque garantito che il governo di Bruxelles intende mantenere separati i due dossier. Il ministro belga vuole portare a termine la ratifica dei bilaterali nel corso del prossimo anno. I parlamenti vallone, fiammingo e dei belgi di lingua francese affronteranno l'argomento in novembre e dicembre.

La Francia discuterà dei trattati con la Svizzera il 20 novembre, ha spiegato Deiss a seguito di un incontro con il ministro francese degli esteri Pierre Moscovici. L'Irlanda, quale terzo stato, intende affrontare il dibattito in parlamento nel 2002.

Lotta al terrorismo

I ministri degli esteri hanno ribadito, durante una seduta, il loro appoggio alle azioni di lotta contro il terrorismo. Inoltre si sono espressi a favore di un rafforzamento della cooperazione nel settore della giustizia, nel rispetto dello Stato di diritto e dei diritti umani.

Il ministro svizzero degli esteri Deiss ha infine sottolineato che già in occasione della conferenza di Bruxelles nel mese di ottobre, la Confederazione aveva espresso la volontà di assumere una posizione leader nella lotta alla criminalità internazionale. Il capo della diplomazia elvetica ha ricordato gli sforzi profusi dalla Svizzera in questo ambito all'interno delle Nazioni Unite.

swissinfo e agenzie

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