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Blocco delle frontiere?

La dogana commerciale di Chiasso-Brogeda, uno dei valichi interessato dall'azione di protesta dei camionisti italiani

(Keystone)

Nella giornata di mercoledì gli autotrasportatori italiani intendono presidiare con migliaia di Tir i valichi verso Francia, Svizzera e Austria.

Le organizzazioni del settore, mettono sotto accusa il governo italiano che finora ha mantenuto il più assoluto silenzio sulla crisi dell'autotrasporto. Ma Roma si è limitata a chiedere la sospensione dell'agitazione.

E' l'onda lunga dell'incidente nel Tunnel del San Gottardo del 24 ottobre scorso. Gli autotrasportatori italiani, stufi di dover continuare ad attendere delle misure che non arrivano, ora hanno deciso di fare sul serio.

Mercoledì, blocco per un'interna giornata, i valichi verso Francia, Svizzera e Austria. "Saremo moltissimi - dice Paolo Uggé della Conftrasporto - Vogliamo che il governo italiano finalmente capisca che così non si può andare avanti".

All'agitazione hanno aderito anche Confcommercio, Confagricoltura, Confartigianato. "Persino l'associazione albergatori della Valle d'Aosta si unisce alla protesta", dice Uggé. "E' il segno che tutti gli ambienti economici che dipendono dal trasporto, scendono in piazza uniti".

Dopo l'incidente nel San Gottardo e il persistere del blocco al Monte Bianco, gli autotrasportatori della Penisola, sono stati obbligati a ridurre le loro attività rischiando di perdere molti clienti in tutto il nord dell'Europa. "Le perdite per l'autotrasporto, dall'ottobre scorso, sono valutate fra i 150 e i 200 miliardi di lire", dice Uggé.

In particolare il settore chiede un intervento deciso da parte del Governo Berlusconi. Governo che a fronte di molte promesse non ha fatto praticamente nulla per contribuire a risolvere la questione. Nel vertice di Lacken, lo scorso dicembre, non ha saputo forzare la mano all'Ue perché l¹Austria sospendesse, almeno temporaneamente, il contingentamento del Brennero per i mezzi pesanti. Anzi, Roma ha concesso che l'Austria prolunghi per un anno ancora il sistema a punti.

Anche per Monte Bianco, gli autotrasportatori italiani si sentono presi in giro. "Non se ne conosce ancora la data di riapertura e oltretutto ora si prevede sia attraverso il Bianco che attraverso il Frejus l'introduzione del traffico alternato" dice Uggé.

Il transito attraverso la Svizzera, dopo la riapertura del Tunnel del San Gottardo, si è fatto particolarmente difficile. Traffico a senso alternato, lunghe attese, percorsi alternativi lenti e dispendiosi come quello attraverso il San Bernardino. "Oltretutto - dice ancora Uggé, - la Svizzera vorrebbe ritoccare le tasse di transito e addirittura introdurre un criterio di selezione del traffico. Un criterio che non ci è ancora ben chiaro ma che rischia di essere discriminante per gli autotrasportatori esteri".

Insomma per il settore degli autotrasportatori italiani, il governo di Roma dovrebbe imporre il rispetto da parte di tutti degli accordi internazionali sulla circolazione delle merci. "Addirittura - conclude Uggé - il nostro governo dovrebbe imporre una revisione degli accordi se questo si rivelasse necessario".

Francesco Darovio

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