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Bonfol: soluzioni per lo smaltimento dei rifiuti chimici

Il perimetro della discarica di scorie tossiche nel canton Giura. Le critiche degli ambientalisti hanno portato all'esame di opzioni di smaltimento Keystone

Le scorie chimiche della discarica giurassiana di Bonfol saranno probabilmente eliminate all'estero tramite incenerimento. È questa la variante scelta dal comitato strategico nominato dal cantone del Giura. L'ipotesi di smaltimento tramite vetrificazione non è però stata scartata del tutto.

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 luglio 2001 - 15:58

La scelta definitiva della tecnica di smaltimento dovrebbe essere annunciata entro il 2003, ha detto oggi alla stampa Pierre Kohler, ministro giurassiano dell'ambiente. Prima di una decisione finale in merito dovrà comunque ancora essere realizzato uno studio approfondito.

L'incenerimento è «la sola variante di smaltimento il cui livello di sviluppo tecnico e industriale ne permette un'applicazione immediata», è scritto in un rapporto del comitato presentato oggi alla stampa. Francia, Germania e Olanda dispongono attualmente degli impianti necessari. Questa tecnica implica però lo smantellamento della discarica di Bonfol e la raccolta separata delle scorie sul posto. Infine dovranno essere richieste le speciali autorizzazioni per l'esportazione del materiale contaminato.

Lo studio approfondito della «variante incenerimento è prioritario», secondo il comitato strategico, il quale ammette che anche altre varianti sono allo studio. Fra queste vi è la vetrificazione.

Nuova tecnologia

Il processo di vetrificazione raccoglie i favori dell'industria chimica basilese (BCI). È una tecnologia relativamente nuova per l'Europa, sottolineano gli esperti. Non è comunque mai stata applicata a un volume di rifiuti chimici come quelli depositati a Bonfol (114mila tonnellate).

Inoltre, sottolinea Kohler, attualmente non esiste alcuna base legale che contempli l'adozione di questo tipo di stoccaggio. La tecnica pone anche problemi tecnici: difficoltà di realizzazione in presenza di acqua nelle scorie e rischio di fissurazione sotto la discarica.

Il comune di Bonfol vede di buon occhio l'incenerimento delle scorie all'estero e si augura di non servire da «cavia» per la vetrificazione, ha spiegato il sindaco Pierre Henzelin.

La discarica di Bonfol, aperta nel 1961 e chiusa nel 1976, contiene 114mila tonnellate di scorie chimiche, principalmente residui di fabbricazione (solventi, medicinali e coloranti) prodotti dalle sette industrie chimiche basilesi, fra le quali Roche, Novartis, Ciba SC e Clariant.

L'allerta era stata data da Greenpeace, che aveva occupato il sito per diverse settimane. I costi di risanamento sono stimati tra 200 e 240 milioni di franchi, interamente a carico della BCI. I lavori potrebbero protrarsi ancora per i prossimi cinque o sei anni.

swissinfo e agenzie

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