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Boom delle creme solari

Crema solare e ombrellone: un must sulle spiagge del 2003 (crete.com)

L'estate eccezionalmente calda e secca ha fatto registrare un netto incremento nelle vendite dei prodotti solari. Ma ad approfittarne sono soprattutto i grandi magazzini.

Nelle farmacie e drogherie, invece, il fatturato di questa gamma di prodotti è addirittura diminuito.

Non solo più gelati e più acqua minerale: l'estate africana contribuisce anche ai buoni affari dei produttori di creme solari.

In maggio e giugno, ne sono state vendute per 9,34 milioni di franchi nel commercio al minuto in Svizzera, il 9 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, che già era risultato migliore degli anni precedenti.

E tutto sembra indicare che nei mesi di luglio e agosto saranno registrati nuovi record, secondo Sandra Wüest, portavoce dell'istituto di studi di mercato ACNielsen Svizzera.

Su dodici mesi, dal luglio 2002 al luglio 2003, è stata registrata una progressione del 3 per cento, a 26 milioni di franchi, o addirittura 30,4 milioni tenendo conto anche dei prodotti dopo- sole.

Un dato che non include però le vendite delle farmacie e drogherie.

Vendite globali in regresso

Tenendo conto delle vendite nei negozi specializzati, risulta addirittura una riduzione della cifra d'affari. Secondo le cifre fornite dall'Associazione svizzera dei cosmetici e detergenti, dai 55 milioni nel 2000 (sulla base di prezzi di fabbrica) il fatturato è sceso a 52,3 nel 2001 e a 51,4 l'anno scorso.

Anche se l'organizzazione non fornisce spiegazioni a tale andamento, si può supporre che si sia verificato un trasferimento delle vendite dai negozi specializzati ai grandi magazzini.

E questo a tutto vantaggio dei grossi produttori come Nivea, Migros (Sun Look), L'Oréal e Coop (Sherpa Tensing).

Secondo un droghiere zurighese, i punti di vendita specializzati si concentrano più sui prodotti di qualità e di nicchia e tendono a lasciare gli altri ai grandi magazzini.

«Per comodità e questione di prezzo, il consumatore ha preso l'abitudine di acquistare le creme solari nei grandi magazzini», osserva Hanspeter Hunziker, responsabile dei prodotti presso la CWK, filale di Coop che lo scorso inverno ha rilevato il marchio Sherpa Tensing. Hunziker si è detto «molto contento» dell'andamento delle vendite, senza tuttavia fornire cifre.

Benvenuta la canicola

Presso l'Adima di Friburgo, che distribuisce in Svizzera la Piz Buin del gruppo americano Johnson & Johnson, si osserva che il rilancio delle vendite è benvenuto su un mercato globalmente in stagnazione.

«L'erosione del potere d'acquisto si è fatta sentire negli ultimi anni», indica Irène Ingold, responsabile della linea Piz Buin presso l'Adima.

Anche perché le creme solari non sono considerate come un prodotto di prima necessità.

Globalmente, i consumatori tendono a chiedere indici di protezione sempre più alti, fino al 60. Ma si tratta di una tendenza che si riscontra soprattutto tra gli svizzeri tedeschi, mentre i romandi e soprattutto i ticinesi si accontentano di protezioni più basse.

I latini, si direbbe, ci tengono di più alla tintarella dei loro confederati germanofoni.


swissinfo e agenzie


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