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Borsa svizzera sempre orientata al ribasso

(Keystone-ATS) L’inizio di settimana prosegue al ribasso per la borsa svizzera: alle 15.15 l’indice dei valori guida SMI segnava 6451,67 punti (-1,21% rispetto a venerdì), mentre il listino globale SPI era in perdita dell’1,31% a 5934,75 punti. Ormai da diverse ore gli indici oscillano all’interno di una fascia ridotta, che per l’SMI si situa intorno ai 6450 punti.

Sotto pressione sono i bancari UBS (-1,91%), Credit Suisse (-1,01%) e Julius Bär (-2,46%): quest’ultimo istituto ha annunciato di aver ottenuto l’autorizzazione di investire direttamente in Cina. In netto calo pure il segmento assicurativo, a partire da Swiss Re (-3,09%) e Zurich (-2,01%), come pure tutti i titoli legati alla congiuntura, da ABB (-2,04%) a Holcim (-3,17%) passando per Adecco (-2,18%). Ancora più in difficoltà – nonostante una raccomandazione di Goldman Sachs – è Richemont (-3,59%), mentre cerca di limitare le perdite Swatch (-1,77%). Pure Transocean (-2,29%) rimane negativa.

La discesa verso il basso viene in parte frenata da Nestlé (-0,27%), grazie anche a un’intervista del presidente del consiglio di amministrazione Peter Brabeck, che ha accennato a un possibile nuovo programma di riacquisto di azioni. Gli altri due difensivi di peso, Novartis (-0,74%) e Roche (-0,94%), si muovono non lontano dalla corrente generale. Actelion (-0,67%) ha reso noti risultati promettenti per un nuovo farmaco contro il raffreddore da fieno.

Nel mercato allargato tonfo di Swissmetal (-7,94%), che ha comunicato l’intenzione di cercare nuovi fonti di finanziamento e ha perciò rinviato l’assemblea generale. L’eruzione del Grímsvötn ha fatto tornare il pensiero alla paralisi dei cieli europei registrata un anno fa a causa della nube di cenere provocata dal “cugino” Eyjafjöll: a farne le spese sono titoli particolarmente esposti al trasporto aereo come Kuoni (-2,98%) o Dufry (-4,68%).

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