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Braccia aperte per gli evasori

(swissinfo.ch)

Uno studio dell’istituto di ricerca congiunturale dell’università di Losanna difende la scelta svizzera di non criminalizzare l’evasione fiscale.

«Cosa c’è di meglio per impedire agli stati di sviluppare una fiscalità rapace della prospettiva di una fuga di capitali verso l’estero?» La domanda la pone, senza peli sulla lingua, l’istituto di ricerche congiunturali dell’Università di Losanna (Créa).

In uno studio commissionato dalla fondazione Ginevra Piazza Finanziaria e dall'Associazione Vodese delle Banche, ma realizzato «in maniera indipendente», il Créa difende a spada tratta l’eccezione svizzera in materia di evasione fiscale.

Patrimoni privati in Svizzera

Se l’economia svizzera gode oggi di una situazione eccezionale, con tassi d’interesse reali fra i più bassi del mondo, lo deve al suo segreto bancario e soprattutto a «una certa riservatezza nella cooperazione internazionale in materia di informazione fiscale», rileva il Créa.

In altre parole, la prosperità del paese e del suo sistema finanziario poggia sul fatto che la Svizzera tollera l’evasione fiscale: La Svizzera, è bene ricordarlo, a differenza dell’Unione europea, fa distinzione tra la frode e l’evasione,

Nel primo caso, il contribuente ricorre ad esempio a documenti falsi per ingannare il fisco. In tal caso di tratta di un crimine, punibile con la prigione, e la banca non può mantenere il segreto bancario di fronte ad un’inchiesta penale.

L’evasione fiscale si ha invece quando il contribuente omette di dichiarare certi introiti. L’evasione può essere punita con una multa, ma il segreto bancario rimane in vigore e il fisco non ha diritto ad alcuna informazione da parte della banca.

Una distinzione che fa la fortuna degli istituiti bancari elvetici. Molti stranieri facoltosi approfittano della legge svizzera per depositare i loro capitali in maniera discreta nei forzieri svizzeri.

«Il pianeta ha bisogno di questo tipo di santuari fiscali», sostiene il Créa, «per evitare che si vada verso un mondo alla Orwell. La possibilità dell’evasione fiscale ha una funzione importante sul piano internazionale».

Pressioni dall’estero

Una visione che non è condivisa da tutti. Il procuratore pubblico ginevrino Bernard Bertossa ritiene, a titolo personale, che l’evasione fiscale dovrebbe essere combattuta. Per una ragione molto semplice: gli strumenti utilizzati per sfuggire alle tasse sono gli stessi che possono servire a riciclare denaro sporco di origine criminosa.

È ancora da vedere se la Svizzera potrà difendere ancora a lungo la sua particolare impostazione giuridica. Negli ultimi mesi la pressione internazionale contro il segreto fiscale si è accentuata. Il fisco degli altri paesi e le piazze finanziarie concorrenti vorrebbero recuperare i capitali depositati in Svizzera.

Lo studio del Créa rivela il peso della piazza finanziari elvetica e sottolinea la sua importanza per l’economia nazionale. «È un elemento chiave della nostra prosperità, in particolare a Ginevra, dove rappresenta un pilastro centrale dell’economia… Se la piazza finanziaria ginevrina dovesse sparire o si indebolisse, le conseguenze sarebbero catastrofiche.»

La piazza finanziaria svizzera contribuisce nella misura del 14% al valore aggiunto del paese. «La proporzione è probabilmente la più elevata al mondo e assicura il 5% di tutti i posti di lavoro».

Luigino Canal


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