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Buoni voti per le candidate ufficiali

Hanno fatto buona impressione: Ruth Luthi e Micheline Calmy-Rey

(Keystone Archive)

Democristiani, radicali, liberali e verdi hanno ascoltato le due candidate ufficiali alla successione di Ruth Dreifuss. Le reazioni positive prevalgono.

Sempre più si delinea un'elezione secondo il piano socialista. La sola questione ancora aperta: quale delle due concorrenti la spunterà?

In margine alla sessione invernale delle Camere federali, quattro gruppi parlamentari hanno convocato le due candidate socialiste alla successione di Ruth Dreifuss. Nessuno si sbilancia sui pronostici, ma il ticket socialista non sembra essere contestato.

Chi sarà il 106esimo membro dell'esecutivo della Confederazione elvetica? La friburghese Ruth Lüthi o la ginevrina Micheline Calmy-Rey? Anche dopo gli incontri a porte chiuse nulla trapela sui favori degli altri partiti chiamati a votare il 4 dicembre.

I partiti di governo

Per primi ad invitare le candidate ad un incontro sono stati due partiti di governo. Per il capogruppo PPD alle Camere Jean-Michel Cina, le due candidate hanno convinto per la loro preparazione e la loro capacità di adattarsi alle esigenze della collegialità.

Anche il capogruppo dei radicali alle Camere federali, il consigliere nazionale ticinese Fulvio Pelli, ha espresso parere positivo. Anche la questione dell'origine di Ruth Lüthi non sembra destare ulteriormente problema. A suo parere si tratta di due candidate romande, benché la Lüthi sia di origini svizzero-tedesche.

Secondo Cina invece il fatto di provenire da un cantone già rappresentato in governo - Friburgo - potrebbe essere uno svantaggio per Ruth Lüthi. Tuttavia, a suo modo di vedere non si tratta di un ostacolo insormontabile.

La candidata ginevrina Calmy-Rey ha invece stupito un po' tutti dimostrando di conoscere il tedesco meglio di quanto molti pensassero. Di sicuro, ha concluso Pelli, si tratta di due candidate dalla personalità diversa, malgrado esperienza e competenza le accomunino.

Niente indicazione di voto

Il PPD, ha detto ancora Cina, non esprime una preferenza: «Lasciamo libertà di voto e in nessun caso sosterremo altre candidature».

Per il gruppo PLR alle Camere federali è difficile esprimere già ora una preferenza, benché all'interno del gruppo siano evidenti simpatie per l'una o l'altra candidata. Un'eventuale indicazione di voto il PLR sarà presa solo poco prima del voto, anche se sembra probabile una decisione analoga a quella de PPD.

Ufficialmente i due partiti non sostengono candidature selvagge, escludendo dunque un attacco alla "formula magica".

Solo l'UDC non ha ritenuto necessario invitare le due candidate in corsa per il governo. Il partito sostiene ufficialmente solo il proprio candidato, lo zurighese Toni Bortoluzzi.

I gruppi minori

Dopo le audizioni da parte dei gruppi PPD e PLR, le due candidate ufficiali sono state sentite anche da Verdi e liberali. Anche questi, dopo gli incontri a porte chiuse si sono detti soddisfatti per la buona preparazione delle due donne socialiste.

Le due formazioni che non fanno parte del Consiglio federale lasceranno quindi ai loro deputati libertà di voto per il 4 dicembre. Per i Verdi sia Micheline Calmy-Rey che Ruth Lüthi sono candidate valide, ha detto la co-presidente Ruth Genner (ZH).

Anche il gruppo liberale, che ha sentito le due socialiste come il candidato selvaggio UDC Toni Bortoluzzi, non dà indicazioni di voto. Lo zurighese non ha impressionato granché, hanno affermato i liberali, che però gli riconoscono buone qualità umane.

Esito aperto

Le carte sono in tavola. Diversamente dall'elezione di Samuel Schmid, il consigliere federale UDC eletto nel 2000 malgrado non fosse candidato ufficiale del suo partito, le cose in questo caso si presentano più limpide.

I quattro gruppi che rappresentano un'ampia maggioranza in Parlamento hanno dato il loro benestare alle due candidate ufficiali ritenendole idonee. Adesso la corsa rimane aperta fra le due concorrenti. Se Micheline Calmy-Rey è data per favorita della prima ora, la friburghese Ruth Lüthi sembra riconquistare terreno.

swissinfo

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