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C'era una volta ...

Il sogno di tutti: restare a bocca aperta davanti a un bel libro

(Keystone)

... una "Notte del racconto". In tutta la Svizzera, per imparare di nuovo ad ascoltare, il secondo venerdì di novembre quando cala la notte si aprono i libri.

Un’iniziativa che ha lo scopo di promuovere la lettura e l’ascolto soprattutto fra i giovani.

Per una notte intera nelle librerie, nelle scuole, nei centri ricreativi, nelle biblioteche di tutto il Paese giovani e adulti partono mentalmente per un viaggio con la fantasia.

E’ infatti il viaggio il tema dell’edizione di quest’anno della “Notte del racconto”.

Un viaggio che ci porta in luoghi sconosciuti e bellissimi dove vivono fate e gnomi, dove gli alberi parlano, i maghi hanno la barba lunga e gli incantesimi fanno paura.

C'erano una volta Ulisse, Alice, Pollicino, Capitano Nemo, Sindbad, Gulliver.

Ascoltare con fantasia

In un’epoca dominata dalla televisione e da Internet raccontare, leggere ad alta voce, ascoltare, sono azioni che acquistano un valore speciale e prezioso. Sono un momento emotivo unico e irripetibile del nostro vissuto.

“Oggi siamo più abituati a sentire, che ad ascoltare” dice a swissinfo Sara Pettinaroli, organizzatrice della manifestazione alla Biblioteca comunale di Bellinzona.

I ragazzi, in particolare, non hanno più la pazienza di ascoltare gli altri. Tramite la televisione e Internet trovano le cose già fatte, pronte per l’uso e non sono più abituati ad usare la fantasia.

“Eppure”, sottolinea Sara Pettinaroli, “la fantasia è molto importante perché è una chiave di lettura della vita e sviluppa la nostra mente”.

La fantasia è anche il filo conduttore di chi legge. Proprio grazie alla lettura, i ragazzi che non percepiscono ancora completamente la realtà delle cose riescono a sviluppare la creatività, elemento importante per il loro sviluppo emotivo.

La lettura è d'altronde fondamentale anche per l’acquisizione delle competenze linguistiche che stanno alla base del saper leggere e scrivere.

Il libro per ragazzi

Fra i tanti libri proposti, letti, commentati durante la “Notte del racconto” molti sono dedicati ai ragazzi.

Rispetto al libro scritto per un adulto, il libro per ragazzi deve essere concepito in modo da stimolare il giovane lettore a creare qualcosa di suo.

“Il bambino che legge crede in quello che legge perchè usa solo la fantasia e non analizza con la ragione il contenuto del suo libro", spiega Sara Pettinaroli.

Gli autori svizzeri che scrivono libri per ragazzi si contano sulle dita di una mano. “Gli scrittori svizzeri tendono a scrivere libri sulla Svizzera e non per un pubblico particolare”.

Alla Biblioteca di Bellinzona i giovani lettori fino ai dodici anni non mancano. Gli adolescenti invece tendono a disertare questo luogo.

I ragazzi sono attratti istintivamente dalla copertina del libro, che influenza la loro scelta in modo determinante.

Harry Potter e le storie di orrore

Ma che cosa leggono oggi i giovanissimi? Anche l’epoca attuale ha i suoi classici. Primo fra tutti il mitico Harry Potter.

I ragazzi hanno un debole anche per le storie da brivido, per i libri che fanno un po’ paura e sono impregnati di un pizzico di mistero.

I classici di un tempo – quelli che facevano piangere le mamme e le nonne come “Tom Sawyer” o “I ragazzi della via Pal” sono comunque ancora di grande attualità.

“I giovani li richiedono ma senza sapere che hanno in mano un classico”, sottolinea Sara Pettinaroli.

E “Heidi”, il classico dei classici svizzeri conosciuto perfino in Giappone?

“Io non ho mai visto nessuno che lo leggeva”, dice la collaboratrice della Biblioteca comunale di Bellinzona.

Il ruolo della scuola

I bambini svizzeri in generale leggono abbastanza, gli adolescenti molto meno. Secondo Sara Pettinaroli per invogliare i ragazzi alla lettura bisognerebbe spegnere televisori e computer.

Visto che ciò non è possibile gli esperti puntano molto sulla scuola, che potrebbe dare un contributo importante introducendo ad esempio un’ora di lettura alla settimana.

Una lezione che si dovrebbe svolgere senza pressioni né imposizioni, dando la possibilità agli allievi di scegliere da soli un tema da leggere o un personaggio sul quale discutere.

“Senza domande, senza obbligarli a fare un riassunto del libro” dichiara Sara Pettinaroli, “devono soprattutto imparare ad ascoltare”.

swissinfo, Elena Altenburger

Fatti e cifre

La “Notte del racconto” si svolge ogni anno nel mese di novembre
Quest’anno il motto è il viaggio
L’iniziativa è stata promossa dall’Istituto svizzero Media e Ragazzi e da Bibliomedia svizzera

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