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Calmy-Rey in Serbia: si parlerà del Kosovo

Prima visita ufficiale di Micheline Calmy-Rey in Serbia Montenegro

(Keystone)

La ministra degli esteri elvetica sarà a Belgrado da giovedì a sabato. Tra i temi in discussione con il governo serbo c'è il futuro status del Kosovo.

La visita di Micheline Calmy-Rey arriva a meno di un mese dall'intervento dell'ambasciatore svizzero all'Onu che accennava alla possibilità di un Kosovo indipendente.

Il 27 maggio, Peter Maurer , ambasciatore elvetico al palazzo delle Nazioni unite di New York, aveva preso posizione in favore dell'indipendenza del Kosovo e davanti al Consiglio di Sicurezza dell'Onu aveva offerto i buoni uffici della Svizzera. Per Maurer, che parlava di «un cammino verso l'indipendenza formale» non sarebbe «desiderabile né realistico» immaginare che il Kosovo ritorni sotto sovranità serba.

Le sue dichiarazioni erano state criticate sia da alcuni politici svizzeri, sia dal governo di Belgrado. Il primo ministro serbo Vojslav Kostunica ha invitato la Svizzera a «rimanere neutrale» e a non prendere posizione affrettatamente.

Ufficialmente, il Kosovo rimane una provincia dello stato della Serbia e Montenegro, ma è sotto amministrazione internazionale (Nato/Onu) dal 1999, anno in cui la Nato è intervenuta per sedare i conflitti etnici tra serbi e albanesi. Della forza di pace internazionale fanno parte anche militari svizzeri.

Oltre il 90% dei kosovari è di lingua albanese e reclama l'indipendenza. Un'ipotesi che non piace alle autorità serbe. Il presidente Tadic ha affermato, qualche tempo fa, che «non accetterà mai» un Kosovo indipendente e che farà tutto quanto in suo potere per prevenire una secessione.

Kosovo e relazioni bilaterali

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha confermato che Micheline Calmy-Rey è intenzionata a parlare del Kosovo nel corso dei colloqui di giovedì e venerdì con Kostunica e con il presidente della Serbia e Montengro, Boris Tadic.

«In aggiunta allo sviluppo delle relazioni bilaterali, i colloqui verteranno sulla situazione del Kosovo nella regione e su temi di cooperazione europea», ha dichiarato a swissinfo Ivo Sieber, portavoce del DFAE.

I colloqui di Belgrado serviranno per tastare il terreno. La Svizzera, così come altri paesi della comunità internazionale, è dell'avviso che una soluzione per il Kosovo sarà possibile solo se si riuscirà a garantire un rafforzamento della democrazia e il rispetto delle minoranze. La ministra degli esteri si recherà in Kosovo, per la sua prima visita ufficiale tra fine luglio e inizio agosto.

Per quanto riguarda le relazioni bilaterali, il viaggio di Micheline Calmy-Rey segue quello del ministro dell'economia. In maggio, Joseph Deiss aveva incentrato i suoi colloqui a Belgrado sui legami economici tra la Svizzera e la Serbia Montenegro. Nel 2005, la Svizzera ha messo in budget 25 milioni di franchi destinati a progetti di sviluppo in Serbia e Montenegro. Nel corso del suo viaggio, Deiss aveva sottolineato l'importanza della stabilità politica come elemento in grado di favorire futuri investimenti nel paese balcanico.

swissinfo

Fatti e cifre

La ministra degli esteri elvetica, Micheline Calmy-Rey, sarà a Belgrado dal 16 al 18 giugno.
In agenda la discussione delle relazioni bilaterali tra la Svizzera e la Serbia Montenegro e il futuro status del Kosovo.
Micheline Calmy-Rey incontrerà il ministro serbo Boris Tadic, il primo ministro Vojslav Kostunica e altri rappresentanti del governo serbomontenegrino.

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