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Cantoni ricchi chiamati alla cassa

Per una volta, la camera alta ha seguito le raccomandazioni del ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz

(Keystone)

La camera alta del parlamento ha accettato il progetto sulla Nuova perequazione finanziaria. Loro malgrado, i cantoni «ricchi» dovranno pagare di più.

In una camera dove siedono due deputati per cantone, i più deboli finanziariamente - ovvero i più numerosi - hanno fatto valere tutto il loro peso. Le rivendicazioni dei «ricchi» non sono state prese in considerazione.

Il Consiglio degli Stati (camera alta) ha approvato con 34 voti e 10 astensioni il progetto riguardante i tre fondi previsti dalla Nuova perequazione finanziaria (NPF).

I senatori non hanno ritoccato di una virgola il progetto, rimanendo sordi alle rimostranze di chi verrà chiamato alla cassa. I rappresentanti dei cantoni «ricchi» - tra i quali figura anche il Ticino che pure ha uno dei redditi cantonali e pro capite più bassi della Svizzera - hanno invano tentato di correggere la situazione a loro favore. Per la maggioranza della camera, il progetto presentato dal governo è equilibrato.

Un'eventuale modifica del compromesso raggiunto da Confederazione e cantoni avrebbe rimesso in questione gli obiettivi della NPF (migliore ripartizione delle ricchezze), approvata dal popolo svizzero nel novembre 2004.

Ridurre le disparità cantonali

Il primo fondo (perequazione delle risorse) - destinato a ridurre le disparità tra cantoni «ricchi» e «poveri» - sarà dotato dal 2008 al 2011 di 3,06 miliardi di franchi all'anno. La Confederazione contribuirà con 1,8 miliardi, mentre i rimanenti 1,26 miliardi saranno a carico dei cantoni «a forte potenziale di risorse».

La Camera dei cantoni ha respinto sia l'idea di ridurre la parte a carico dei cantoni «ricchi» a 1,23 miliardi, sia la proposta di limitarla a 1,12 miliardi.

Nessun cambiamento è stato apportato al secondo fondo destinato a compensare i costi dovuti a fattori topografici (cantoni di montagna) e socio-demografici (agglomerati). La Confederazione verserà in questo fondo 682 milioni. Tale somma sarà suddivisa in parti uguali tra i due fattori.

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Attenuare i casi di rigore

Conferma su tutta la linea anche per il terzo fondo di 430,45 milioni, concepito per attenuare i casi di rigore dovuti al passaggio al nuovo sistema.

Undici cantoni (Vaud, Vallese, Neuchâtel, Giura, Friborgo, Berna, Lucerna, Obwaldo, Glarona, Sciaffusa e Grigioni) dovrebbero approfittarne. La Confederazione verserà circa 286,97 milioni e i cantoni 143,49.

Il montante dei fondi e la loro ripartizione saranno valutati ogni quattro anni. Per i casi di rigore, la cui compensazione è limitata a 28 anni, i montanti sono fissati per i primi otto anni. Diminuiranno in seguito del 5% all'anno.

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Regime transitorio

Mercoledì, i senatori hanno pure accettato, senza opposizione, le disposizioni transitorie atte a rispondere alla nuova ripartizione dei compiti associata alla NPF.

In numerosi ambiti, la Confederazione, i cantoni e l'Assicurazione invalidità dovranno continuare a pagare secondo il vecchio regime, anche oltre il 2007.

Il dossier sulla NPF passa ora al Consiglio nazionale (camera bassa), dove contrariamente al Consiglio degli Stati i cantoni sono rappresentati proporzionalmente alla loro popolazione. Il peso delle regioni ricche ed urbane svolgerà qui un ruolo decisamente maggiore.

swissinfo e agenzie

Vincitori e perdenti

Il 28 novembre 2004, cittadini e cantoni hanno accettato a larga maggioranza la Nuova perequazione finanziaria (NPF). Questa stabilisce una nuova ripartizione dei compiti tra Confederazione e cantoni, nonché un miglior equilibrio finanziario tra cantoni ricchi e poveri.

Otto cantoni saranno chiamati alla cassa: Zurigo, Zugo, Svitto, Nidwaldo, Basilea Campagna, Basilea Città, Ticino e Ginevra. Tutti gli altri cantoni, tra cui San Gallo, Turgovia e Berna, riceveranno al contrario più soldi.

Con il vecchio sistema, tra i cantoni venivano ridistribuiti 2,4 miliardi di franchi l'anno. Dall'entrata in vigore della NPF nel 2008 il montante aumenterà a 3,2 miliardi. I cantoni ricchi si sono opposti in quanto considerano che il nuovo progetto punisca la loro forza finanziaria.

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