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Cartella clinica elettronica Una roccaforte della sfera privata vacilla



L'app a chi trasmette i dati sensibili sulla salute? Chi non presta attenzione ai dispositivi di sicurezza e alle condizioni di utilizzazione può anche avere brutte sorprese.

L'app a chi trasmette i dati sensibili sulla salute? Chi non presta attenzione ai dispositivi di sicurezza e alle condizioni di utilizzazione può anche avere brutte sorprese.

(Keystone)

Orologi fitness inviano i nostri dati sanitari, applicazioni di navigazione segnalano la nostra posizione, in cambio della trasmissione dei nostri dati riceviamo sconti. Presto i dati dei pazienti dovrebbero essere registrati elettronicamente e gestiti centralmente. Ci mettiamo sempre più a nudo senza eccepire. Per la gioia dei criminali.

Legge sulla protezione dei dati

Il governo svizzero ha posto in consultazioneLink esterno l'avamprogetto di revisione totale della legge sulla protezione dei dati (LPD) dallo scorso dicembre all'inizio di aprile. Ora le risposte vengono valutate. In base ad esse, l'esecutivo federale preparerà un messaggio per il parlamento. Se tutto filerà liscio, la revisione della LPD dovrebbe entrare in vigore nell'estate 2018

Uno dei principali cambiamenti della nuova legge è il rafforzamento l'autodeterminazione delle persone sui propri dati.

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Grazie alla cartella informatizzata del paziente non è più necessario specificare ogni volta i propri dati, quando questi sono inviati avanti e indietro tra le diverse strutture sanitarie. Tutti i dati clinici del paziente registrati nella cartella elettronica sono a disposizione di coloro che ne hanno bisogno per un suo trattamento sanitario.

Il governo svizzero vuoleLink esterno che tutti gli ospedali della Svizzera mettano a disposizione la cartella informatizzata al più tardi entro la metà di aprile del 2020. I primi pazienti dovrebbero poterla aprire dalla seconda metà dell'anno prossimo. Spetterebbe comunque ai pazienti autorizzare l'apertura della propria cartella clinica elettronica.

"La sfida sarà quella di costruire un sistema il più sicuro possibile, in modo che, in primo luogo, il paziente possa decidere chi ha accesso ai propri dati, e in secondo luogo, chi non è autorizzato non possa assolutamente accedervi", dice Beat Rudin, che è l'Incaricato della protezioneLink esterno dei dati del cantone di Basilea Città e presiede l'associazione svizzera degli Incaricati della protezione dei dati, PrivatimLink esterno.

"Gli hacker non sono più semplicemente degli esperti di tecnologie informatiche che cercano di infrangere i sistemi, ma oggi l'hacking è anche commercializzato. Nel senso che ci si può servire di hacker per cercare di ottenere dei dati", afferma Rudin.

Ma anche prima della creazione della cartella informatizzata del paziente, siamo diventati sempre più trasparenti come cittadini ed esseri umani. Ogni nuova tecnologia si è dimostrata ingorda di dati. Chi avrebbe potuto immaginare anche soltanto venti anni fa tutto quello che oggi viene rivelato su di noi. Una panoramica.

Dati sanitari



Chi si allena con un'applicazione fitness è sempre scrutato elettronicamente.

Chi si allena con un'applicazione fitness è sempre scrutato elettronicamente.

(Keystone)

Orologi, bracciali e applicazioni fitness che ci promettono una condizione migliore. Ma che attingono anche i nostri dati e li condividono con altri, se si dimentica di regolare le impostazioni di sicurezza. Per esempio, un'assicurazione malattie offre sconti agli affiliati che utilizzano un contatore di passi che le trasmette i dati: l'abbuono, accordato a partire da diecimila passi al giorno, può raggiungere fino a 150 franchi all'anno.

"Oggi pensiamo spesso che otteniamo qualcosa di più economico se mettiamo a disposizione dei dati. La questione da porsi è se è veramente conveniente se facciamo diecimila passi al giorno, o se non sia piuttosto più costoso se non li facciamo", osserva Beat Rudin.

Dati di movimenti



Non vi sono solo le telecamere di sorveglianza che seguono i nostri movimenti: anche le reti di telefonia mobile conoscono i nostri spostamenti.

Non vi sono solo le telecamere di sorveglianza che seguono i nostri movimenti: anche le reti di telefonia mobile conoscono i nostri spostamenti.

(Keystone)

Chi utilizza un dispositivo o una applicazione di navigazione solitamente fornisce automaticamente i dati dei suoi movimenti a produttori o ai terzi, a seconda delle impostazioni. Per non parlare di telefoni cellulari, macchine fotografiche e videocamere con funzione GPS. Con tali informazioni astuti hacker possono creare un profilo accurato di una certa persona.

"Uno dei pericoli è che a delle persone giungano dati che possono essere utilizzati contro di me. I profili di movimento possono essere utilizzati per esempio anche per sapere dove sono di solito il giovedì sera. Così potrebbe ad esempio scoprire che in quel momento in casa mia non c'è nessuno…"

Dati di utilizzazione

Auto Tunnel

Molte nuove auto inviano molti dati sul comportamento dei conducenti ai costruttori.

(Keystone)

Anche il cosiddetto Internet delle cose raccoglie già intensamente dati. Le auto moderne inviano ai produttori molti dati sulla rete mobile, cui la maggior parte dei conducenti non presta attenzione, secondo un servizio del programma della televisione svizzera tedesca SRF per i consumatori. Molti automobilisti in questo vedono principalmente quale vantaggio il miglioramento della sicurezza contro i furti.

"La grande vertenza oggi è a chi appartengono i dati. La macchina è mia, i dati sono miei? O sono del produttore? Quest'ultimo potrebbe magari cercare di usarli per sottrarsi a una eventuale responsabilità o trasmetterli alla polizia quale prova a mio carico. Devo poter scegliere quali dati e a chi metto a disposizione. Oggi, spesso i dati sono elaborati senza il mio esplicito consenso", sottolinea Rudin.

Dati personali



Facebook ha annunciato che in futuro potrebbe anche non più esserci bisogno di tastere o schermi tattili: i pensieri potrebbero essere trasmessi direttamente sul sistema.

Facebook ha annunciato che in futuro potrebbe anche non più esserci bisogno di tastere o schermi tattili: i pensieri potrebbero essere trasmessi direttamente sul sistema.

(Keystone)

Facebook, Instagram, Linkedin sono vetrine digitali in cui ci presentiamo più o meno dettagliatamente. Molti rivelano pubblicamente informazioni, quali ad esempio la data di nascita o il percorso professionale. I provider sono dipendenti da tali profili della personalità, perché ciò consente loro di offrire la pubblicità personalizzata. È il loro modello aziendale.

"Il pericolo sta qui: dei dati che presumo di dare solo ai miei amici, sono visibili anche da persone che sono tutt'altro che miei amici. E possono anche essere utilizzati contro di me. Quando osservo i giovani, noto che nei loro post spesso sono consapevoli di questo. Spesso sono più riservati rispetto alla generazione degli over 50", rileva l'Incaricato della protezione dei dati basilese.

La Confederazione mette in guardia

Dispositivi cosiddetti "wearable" – come smartwatch e fitness tracker – veicoli senza conducente, sistemi di controllo di grandi edifici: sempre più oggetti e apparecchiature sono collegati a Internet. Ciò presenta rischi legati alla privacy e alla sicurezza. In particolare di abusi da parte di hacker, mette in guardia la Centrale d'annuncio e d'analisi per la sicurezza dell'informazione (MELANILink esterno), che fornisce una serie di consigli.

"Contrariamente ai computer, spesso questi apparecchi di uso quotidiano in grado di connettersi a Internet sono protetti dall’accesso non autorizzato solo in misura limitata e possono quindi essere più facilmente infiltrati da malware", puntualizza l'ente di vigilanza della Confederazione, nel rapportoLink esterno sul secondo semestre 2016 pubblicato il 20 aprile. Un pericolo elevato è rappresentato dalla manipolazione di tali sistemi, avverte MELANI.

Tutte queste apparecchiature devono essere protette con password individuali o un accesso limitato ed essere regolarmente aggiornate, raccomanda MELANI. È in particolare importante procedere anche agli aggiornamenti disponibili non appena si scoprono lacune critiche che possono essere sfruttate dagli hacker.

Tra i molteplici esempi di rischi citati nel rapporto vi è anche il seguente: "un'impresa farmaceutica che ha subito una manipolazione consegna medicamenti urgenti all'indirizzo sbagliato. Il problema può facilmente trasformarsi in una questione di vita o di morte".

Si stima che nel 2016 nel mondo oltre sei miliari di apparecchi fossero collegati ad una rete Internet. Entro il 2020, dovrebbero essere oltre 20 miliardi.

(Fonte: ats)

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(Traduzione dal tedesco: Sonia Fenazzi), swissinfo.ch

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