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Cartellino rosso per i tesori peruviani trafugati

Un reliquiario peruviano risalente al XIII sec. d.C. intercettato alla dogana svizzera e restituito al Perù

Il consiglio internazionale dei musei (ICOM) e l'Ufficio federale della cultura (UFC) vogliono intensificare la lotta contro il traffico di beni culturali peruviani.

Una "Lista rossa" che indica le categorie di oggetti degni di particolare protezione dovrebbe aiutare le autorità di polizia e doganali a identificare gli oggetti a rischio.

La "Lista rossa" è stata presentata venerdì a Basilea. "È uno strumento essenziale di informazione che aiuta le autorità, chi opera nel mercato dell'arte, collezionisti e musei a comprendere i rischi connessi al traffico di determinate categorie di oggetti d'arte", spiega a swissinfo Yves Fischer dell'UFC.

Patrimonio a rischio

Il Perù ha un ricchissimo patrimonio artistico, eredità delle tante civiltà che si sono avvicendate nel paese sudamericano.

Tuttavia, nonostante una severa legislazione nazionale, le convenzioni internazionali e gli accordi bilaterali che proteggono i beni culturali, da vari anni il Perù subisce a causa dei furti e delle vendite illegali una lenta dissoluzione del suo patrimonio culturale.

"Preziosi beni culturali spariscono soprattutto nei paesi del sud. Anche la Svizzera è però coinvolta in misura minore in questi traffici", dice a swissinfo il direttore dell'UFC Jean-Frédéric Jauslin.

Svizzera, piazza di scambio

La Svizzera è in effetti una delle maggiori piazze di scambio di oggetti d'arte. Nel 2005 è entrata in vigore una legge sui beni culturali che recepisce i principi della convenzione dell'Unesco contro il traffico di oggetti culturali.

"Ora abbiamo una nuova legislazione in questo campo e pensiamo che la comunità internazionale debba sapere che la Svizzera prende sul serio il compito di proteggere l'eredità culturale dell'umanità", ha detto a swissinfo Yves Fischer dell'UFC

Organizzazioni culturali, autorità svizzere e peruviane, insieme all'Interpol, cercano di sensibilizzare l'opinione pubblica al problema.

Tutti considerano che "la sparizione dei beni culturali ereditati da diverse civiltà che hanno fatto la grandezza del Perù" costituiscano una "perdita irrimediabile per il paese e per l'umanità intera".

Uno strumento per lottare contro il traffico di oggetti d'arte

La Lista rossa presenta 18 categorie di beni culturali peruviani che sono particolarmente presi di mira dai trafficanti. Non si tratta tuttavia di un elenco esaustivo.

La lista può servire ai servizi di polizia e doganali ad identificare degli oggetti di origine eventualmente sospetta. "Ogni persona che sta per acquistare un oggetto originario del Perù è invitata a verificarne con la maggior attenzione possibile l'autenticità e il titolo di proprietà", raccomanda l'UFC.

"La Lista rossa è uno strumento che mette in vigore l'accordo bilaterale tra Svizzera e Perù sui beni culturali. Mi rallegro del sostegno della Svizzera in questo ambito", ha detto Elizabeth Astete, ambasciatrice peruviana a Berna.

Oggetto restituito

In occasione della presentazione della Lista rossa a Basilea, il direttore dell'UFC Jauslin ha restituito all'ambasciatrice del Perù un oggetto trafugato illegalmente dal paese sudamericano e intercettato dai doganieri elvetici.

Si tratta di un reliquiario in terra cotta della cultura Chancay, risalente all'anno 1200 della nostra era.

swissinfo e agenzie

Lista Rossa

Anche l'Unesco gestisce una lista dei beni culturali e naturali degni di protezione.

La lista elenca beni soggetti a rischio acuto di danneggiamento, distruzione o scomparsa e raccomanda misure straordinarie di protezione.

Nel 2007 i siti contenuti nella lista rossa dell'Unesco erano 30. In Sudamerica i siti a rischio erano i seguenti:

In Cile, le miniere di salgemma di Humberstone e Santa Laura. A quasi 50 anni dalla chiusura delle miniere, il vento e i furti hanno provocato ingenti danni. Alcuni degli edifici rischiano di crollare.

In Perù è sono a rischio le rovine della cità di Chan Chan, dannegiate dal cambiamento del clima, dalla crescita della falda freatica e da insediamenti illegali nella zona.

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