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Caso Pesenti: è tregua

Borradori, Pesenti e i loro colleghi di governo torneranno a collaborare

(Keystone)

Dopo aver levato alla socialista Patrizia Pesenti metà del suo dipartimento, vale a dire la socialità, il governo ticinese è tornato sui suoi passi.

Patti chiari, amicizia lunga: d’ora in poi i Consiglieri di Stato dovranno attenersi ad alcune regole di condotta.

Sembra aver trovato una soluzione la crisi che dal 17 ottobre, giorno della parziale esautorazione di Patrizia Pesenti, scuoteva il governo del canton Ticino.

La socialista Pesenti, a capo del Dipartimento della sanità e della socialità del cantone italofono, si era rifiutata, a detta dei suoi colleghi di governo, di fornire i dati necessari all’elaborazione del preventivo per il 2004.

Un atteggiamento che, unito al rifiuto di Patrizia Pesenti di accettare ulteriori tagli alle opere sociali, aveva portato il Consiglio di Stato a privarla del settore della socialità, facendone di fatto una ministra dimezzata.

Marcia indietro, ma con un nuovo galateo

Mercoledì pomeriggio il Consiglio di Stato ticinese è ritornato sui suoi passi ed ha restituito a Patrizia Pesenti la totalità del suo dicastero. I cinque membri del governo hanno inoltre approvato tre regole comportamentali che in futuro dovranno essere rispettate da ogni consigliere di Stato.

In primo luogo tutti i consiglieri di Stato dovranno impegnarsi a collaborare attivamente al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal governo, anche quando questi obiettivi non sono stati stabiliti all’unanimità.

Il secondo punto invita i consiglieri di Stato alla trasparenza. I dipartimenti – ed evidentemente i loro capi – dovranno fornire al governo tutti i dati e le informazioni richieste. Inoltre i dipartimenti si impegnano ad applicare le misure di risparmio decise dal Consiglio di Stato senza fare ostruzionismo.

Il terzo ed ultimo punto del nuovo galateo di governo riguarda le pubbliche relazioni. In futuro sarà ancora permesso divulgare la propria opinione servendosi dei mezzi di comunicazione di massa, ma non si dovranno più contestare attivamente le decisioni prese dalla maggioranza del governo.

L’esautorazione, dolorosa ma terapeutica

L’accordo in tre punti reso pubblico mercoledì è il risultato dei due giorni di discussioni che il Consiglio di Stato ticinese ha dedicato alla soluzione della crisi. «Speriamo ora di poter lavorare in pace», ha dichiarato il presidente del governo, Marco Borradori (Lega dei Ticinesi) alla stampa. «Negli ultimi giorni ciascuno di noi ha sofferto per la situazione che si era venuta a creare».

L’esautorazione di Pesenti, le conseguenti polemiche e la riappacificazione di mercoledì hanno avuto comunque un effetto terapeutico sul governo. Nei mesi precedenti alla «rivoluzione d’ottobre», il Consiglio di Stato si era infatti dimostrato parzialmente impossibilitato ad agire.

Rimpasto di governo ancora possibile

Il nuovo codice di condotta interno dovrebbe ora rendere di nuovo efficiente l’operato del governo, una condizione indispensabile viste le sfide a cui il Ticino sarà confrontato prossimamente. Questo è anche il motivo per cui si rinuncia, almeno per il momento, ad una ridistribuzione dei dipartimenti.

«Un rimpasto richiede molto tempo», ha commentato Borradori, «affinché chi cambia dipartimento possa studiare i nuovi dossier. E attualmente noi questo tempo non l’abbiamo. Dobbiamo infatti occuparci di cose molto importanti, come l’elaborazione di un piano finanziario. Per questo è meglio che al momento ciascuno rimanga dov’è».

Patrizia Pesenti ha rinunciato a presentarsi alla stampa, ma Borradori ha sottolineato che le nuove regole comportamentali sono state approvate all’unanimità.

swissinfo e agenzie

In breve

Patrizia Pesenti, consigliera di Stato ticinese a capo del Dipartimento della sanità e della socialità, ha di nuovo il controllo su tutto il suo dipartimento. Il 17 ottobre era stata parzialmente esautorata dai suoi colleghi di governo che avevano assunto la guida del settore della socialità.

Un nuovo codice comportamentale in tre punti guiderà d’ora in poi i membri del governo ticinese.

Sono richiesti 1) impegno nel perseguimento degli obiettivi stabiliti del governo (anche quando approvati da una maggioranza a cui non si appartiene),

2) trasparenza e collaborazione

3) collegialità (pur mantenendo il diritto di esprimere la propria opinione, non si dovranno più contrastare attivamente in pubblico le decisioni prese dalla maggioranza del governo).

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