Caso Rey, si riapre il dossier

Il finanziere Werner K. Rey in una fotografia del 1988, quando gli affari andavano ancora bene Keystone

Accettando in parte il ricorso del procuratore che aveva accusato il finanziere, il Tribunale federale obbliga la giustizia bernese a riaprire la causa.

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 dicembre 2001 - 18:38

Werner K. Rey la truffa l'ha praticata e non solo tentata, come ritenuto nel giugno del 2000 dalla Corte di cassazione del Canton Berna, che aveva confermato in gran parte il giudizio di prima istanza. Lo ha sentenziato il Tribunale federale (TF) di Losanna, accettando in parte il ricorso del procuratore pubblico Beat Schnell. La giustizia bernese dovrà riaprire nuovamente il dossier dell'ex finanziere.

Riguardo al reato di truffa, il caso del bancarottiere, attualmente in Inghilterra, dovrà quindi ritornare davanti alla Corte di cassazione bernese. L'aggravarsi della posizione giudiziaria dell'ex finanziere, condannato a quattro anni di reclusione nel 1999, riguarda la quotazione in borsa di Inspectorate (un'affiliata della Omni Holding) nel 1986.

Contrariamente a quanto sostenuto dai giudici bernesi, che ritenevano il faccendiere responsabile di tentata truffa, il TF ritiene che la Banca cantonale bernese (BCBE) è stata danneggiata nell'operazione, poiché Werner K. Rey ha manipolato il bilancio della Inspectorate. È stato quindi commesso il reato di truffa, spiegano i giudici di Losanna.

Infatti, se le macchinazioni dell'ex finanziere fossero state scoperte, la BCBE sarebbe stata sicuramente confrontata con le denuncie degli investitori. Dato che Werner K. Rey non poteva non aver previsto tale possibilità, il ricorso del procuratore deve essere ammesso su questo punto, sottolinea il TF.

Nella sentenza il TF non ritiene invece, come sostenuto dal procuratore pubblico nel ricorso, che siano realizzati i presupposti della truffa per mestiere. Quest'ultima è punito dal Codice penale con pene fino a dieci anni di prigione.

Pena mite?

I giudici federali non tralasciano di sottolineare che una pena massima di cinque anni di reclusione, in caso di truffa semplice, può apparire troppo lieve, in particolare quanto sono in gioco ingenti somme. Per quanto concerne i due ricorsi - in nullità e di diritto pubblico - presentati da Werner K. Rey, i giudici di Losanna li hanno integralmente respinti.

Il procuratore bernese Beat Schnell non esclude che la pena inflitta all'ex finanziere possa essere «leggermente più grave». Egli sottolinea comunque che, prima di giudicare nel merito, la Corte di cassazione dovrà esaminare se i delitti commessi da Rey in relazione con la quotazione in borsa di Inspectorate non siano nel frattempo già prescritti.

Nel giugno dello scorso anno, la Corte di cassazione bernese aveva confermato in sostanza la pena di quattro anni di reclusione inflitta a Werner K Rey, l'8 luglio 1999 in prima istanza, per tentata truffa, ripetuta falsità in documenti e ripetuta bancarotta fraudolenta. Subito dopo la sentenza di seconda istanza, il bancarottiere era stato liberato avendo scontato la pena durante il carcere preventivo.

swissinfo e agenzie

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