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Casse malati: la ricetta dell'UDC

Ueli Maurer, presidente UDC

(Keystone)

Il partito ha presentato il suo progetto d'iniziativa popolare. Obiettivo: maggiore concorrenza nel sistema per provocare una riduzione dei premi del 20%.

Per ridurre i premi di «almeno il 20 per cento», l'Unione democratica di centro (UDC) vuole por mano al catalogo delle prestazioni coperte dall'assicurazione malattia di base. Il partito ha presentato lunedì a Berna il suo progetto d'iniziativa popolare volta a introdurre un sistema a tre pilastri.

Il catalogo delle prestazioni non ha smesso di crescere, contemplando servizi la cui utilità è contestata dagli specialisti. Basti pensare alla medicina antroposofica, all'inseminazione artificiale o alla distribuzione medica di eroina. Si obbliga l'assicurato a finanziare terapie che non necessariamente vuole,ha dichiarato alla stampa il consigliere nazionale solettese Roland Borer.

Ritenendo che vi sia un «circolo vizioso» tra l'estensione del catalogo e l'aumento dei premi, l'UDC vuole modificare il sistema. L'assicurazione di base - obbligatoria - si concentrerebbe sulle cure essenziali. «Occorre stralciare dal catalogo delle prestazioni rimborsate dall'assicurazione obbligatoria tutto quanto non è scientificamente provato», ha dichiarato il consigliere nazionale basilese Jean Henri Dunant.

Tutte le altre prestazioni, attualmente riconosciute dall'assicurazione di base, saranno trasferite in un «II pilastro» facoltativo. I relativi contratti dipenderebbero sia dal diritto delle assicurazioni sociali, sia da quello delle assicurazioni private, in funzione della scelta dell'assicurato.

Se quest'ultimo dovesse optare per la prima opzione, attraverso il sussidiamento pubblico, la cassa sarà tenuta ad accettarlo. In entrambi i casi, i premi applicati saranno dipendenti dai «rischi» (età, sesso, condizioni di salute), ha ammesso il consigliere nazionale zurighese Toni Bortoluzzi.

Le prestazioni complementari attuali formerebbero invece un «III pilastro», completamente privato. La legge sarà comunque ancora chiamata a chiarire la «frontiera» con il «II pilastro».

Libera scelta

Secondo Borer questo nuovo sistema deve permettere agli assicurati di scegliere senza obblighi statali le prestazioni alle quali vogliono avere diritto. L'UDC nega di voler semplicemente ridurre il catalogo delle prestazioni di base e propone nella sua iniziativa «per ridurre i premi» una serie di provvedimenti per introdurre maggiore concorrenza nell'assicurazione malattia.

Il partito postula così la soppressione del «cartello imposto dallo Stato» che prevede l'obbligo di stipulare un contratto. Secondo l'UDC, il fatto di lasciare agli assicuratori la libera scelta del medico con cui intendono collaborare permetterebbe di confrontare prezzi e prestazioni, come pure di incoraggiare lo sviluppo di vari modelli assicurativi.

Finanziamento «più chiaro»

L'UDC desidera anche coinvolgere maggiormente lo Stato nel controllo dei costi, istituendo un finanziamento «più chiaro». Confederazione e cantoni continuerebbero a partecipare ai costi dell'assicurazione malattia. L'aiuto dei poteri pubblici dovrà tuttavia essere versato direttamente alle assicurazioni.

Questi contributi sarebbero limitati dalla Costituzione. Essi ammonterebbero al massimo alla metà delle spese per l'assicurazione di base e al 10 per cento per la parte del «II pilastro» sottoposto al diritto delle assicurazioni sociali. Verrebbe così accantonato il costoso sistema di ripartizione tra vari paganti, ha sottolineato Bortoluzzi.

Con tutte queste misure, l'UDC annuncia - rapporto d'esperti alla mano - di provocare una riduzione dei premi del 20 per cento. Il progetto d'iniziativa popolare è ora sottoposto per consultazione alle sezioni cantonali dell'UDC. La decisione di lanciare l'iniziativa sarà presa dall'assemblea dei delegati, il 24 agosto prossimo a Lugano. In caso affermativo, la raccolta delle 100'000 firme necessarie potrebbe iniziare in settembre.

swissinfo e agenzie


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