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Cauto ottimismo del governo sulla fiscalità UE

Il ministro svizzero delle finanze Kaspar Villiger

(Keystone)

"Riconoscimento della bontà delle proposte elvetiche". Con queste parole il consigliere federale Kaspar Villiger ha definito l'intesa politica sulla fiscalità del risparmio UE.

L'accordo d'applicazione dovrà ancora essere negoziato.

"Troppo presto per cantare vittoria". Non si lascia andare ad improvvisati entusiasmi il ministro svizzero delle finanze.

Kaspar Villiger sa che la decisione adottata dal consiglio dei ministri economici e finanziari dell'UE presenta alcuni lati oscuri che devono essere chiariti.

In particolare, Berna vuole che l'accordo con Bruxelles su questo dossier sia duraturo e, perciò, non rinegoziabile.

Le valutazioni di Berna

"La decisione dell'Ecofin - ha aggiunto Villiger - è politica. Un accordo definitivo tra i membri dell'UE dovrà ancora essere negoziato".

Ad ogni modo - ha aggiunto il ministro elvetico delle finanze - «per noi è importante che l'UE abbia riconosciuto la nostra offerta di una trattenuta alla fonte sui risparmi dei cittadini UE non residenti".

"Il meccanismo è equivalente al principio dello scambio automatico di informazioni tra i Paesi UE» - ha precisato Villiger - con inoltre il pregio di rispettare il segreto bancario».

Intesa transitoria

«Con la nostra offerta - ha aggiunto il responsabile del Dipartimento federale delle finanze (DFF) - abbiamo raggiunto l'obiettivo politico negoziale prefisso».

Ai partner della Svizzera «ho sempre detto che mi sarei battuto per questa posizione purché l'UE mostrasse rispetto per il nostro ordinamento giuridico».

Tra gli aspetti problematici dell'intesa, Villiger ne ha ricordato il carattere transitorio, non definitivo.

"Tale aspetto è per noi inaccettabile, visto che vogliamo un'intesa duratura». In effetti, il testo approvato dai ministri dell'Ecofin prevede che l'UE continui a far pressione all'interno dell'OCSE, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo in Europa.

Fermo restando che la Svizzera non è un paradiso fiscale, «tale modo di agire non sarebbe corretto e minerebbe gli sforzi per un'intesa sicura e duratura tra noi e Bruxelles», ha rilevato il capo del DFF.

Messa in guardia

Già martedì, pur esprimendo apprezzamento per gli aspetti positivi dell'intesa politica, gli ambienti bancari privati svizzeri avevano rilevato l'importanza che l'UE si impegnasse a non attaccare la Svizzera sul segreto bancario in un altro ambito, per esempio nel quadro dell'OCSE.

Tra gli altri punti problematici, Villiger ha ricordato che l'intesa prevede disparità di trattamento tra l'UE e gli Stati terzi, come gli USA.

Inoltre, «la Svizzera è svantaggiata rispetto a quegli Stati UE che decidessero di introdurre una trattenuta alla fonte».

Secondo Berna vi è infatti il rischio di discriminazione qualora tali trattenute fossero inferiori a quelle applicate dai Paesi UE e terzi che non intendono abbandonare il segreto bancario.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

L'intesa sulla fiscalità del risparmio riconosce la bontà delle proposte svizzere
Il governo evidenzia le disparità di trattamento dell'accordo tra i Paesi dell'UE e gli Stati terzi
L'UE attaccherà il segreto bancario ricorrendo all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo in Europa

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In breve

Il Consiglio federale moderatamente soddisfatto per l'accordo politico sulla fiscalità del risparmio.

La Svizzera dovrà ancora negoziare i criteri d'applicazione dell'accordo.

Messa in guardia dei banchieri sugli ulteriori attacchi UE al segreto bancario.

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