Navigazione

Saltare la navigazione

Funzionalità principali

Centerpulse a un passo dall’americana Zimmer

Lo specialista delle protesi Centerpulse passa in mani americane

(Keystone)

Lo specialista in tecnologia medica Centerpulse sceglie un partner americano. Il Consiglio di amministrazione propone agli azionisti di accettare l’offerta pubblica d’acquisto di Zimmer.

Contemporaneamente Centerpulse ha annunciato un crollo degli utili di un quarto per il primo semestre 2003.

La notizia era nell’aria: il consiglio d'amministrazione della zurighese Centerpulse (ex Sulzer Medica) ha raccomandato agli azionisti di pronunciarsi per un passaggio in mani americane. Sarà il colosso medico e della tecnica ortopedica statunitense Zimmer ad aver la precedenza.

Dopo un'analisi minuziosa della situazione con la direzione della società, Centerpulse si è decisa per l'offerta d'acquisto più attrattiva per i suoi azionisti, afferma una nota diramata venerdì dal gruppo svizzerotedesco specializzato nelle protesi mediche.

«L’unione di Centerpulse e Zimmer permette di creare un leader a livello globale nel settore ortopedico a beneficio dei pazienti e degli impiegati», ha aggiunto il direttore di Centerpulse, Max Link.

Al miglior offerente

Da settimane le speculazioni si erano cumulate e si aspettava la scelta del partner a cui affiliarsi.

Con il consiglio di amministrazione, anche la società Incentive, principale azionista di Centerpulse, ha annunciato la propria preferenza per l'offerta pubblica di acquisto (Opa) della società statunitense rispetto a quella della britannica Smith & Nephew. Essa ha pure raccomandato ai propri azionisti di pronunciarsi per l'Opa di Zimmer.

Due concorrenti diversi

L’americana Zimmer è un attore importante nel settore della tecnologia medica. È attiva in 100 paesi, impiega attualmente 3'000 impiegati e dispone di un ventaglio comprendente 8'000 prodotti che generano circa 1 miliardo di dollari di fatturato, il doppio di Centerpulse.

Il gruppo americano, con sede a Warsow/Indiana, propone agli azionisti una spesa di 4,1 miliardi di franchi per l'acquisto dell'azienda svizzera.

Rimane a bocca asciutta invece la britannica Smith & Nephew che si era detta disposta a pagare 3,3 miliardi. Con un giro d'affari di 1,7 miliardi di dollari e una presenza in 34 paesi, la britannica è un attore più importante, con un'attività più variegata rispetto a Zimmer, ma meno ramificato a livello internazionale.

Le due offerte comprendono comunque un analogo sistema di finaziamento dell'operazione: una parte in contanti e una in azioni. Lo scambio permette ai proprietari di Centerpulse di mantenere una voce in capitolo.

Condizioni da rispettare

La transazione avverrà solo se gli azionisti di Zimmer daranno il loro assenso e se accetteranno la necessaria emissione di azioni per garantire la necessaria copertura finanziaria.

Prevista originariamente per il 22 luglio, l'assemblea staorinaria dell'azienda americana è stata più volte rimandata. Si attendeva infatti la risposta da Zurigo e un eventuale rilancio di Smith & Nephew. La ditta britannica non ha però voluto rivedere la propria offerta.

Risultato in netto calo

Centerpulse ha pure comunicato i risultati del primo semestre 2003. Il fatturato è diminuito dell'1 per cento, a 634 milioni di franchi. In divise locali, il volume delle vendite è tuttavia cresciuto del 9 per cento. L'utile netto è per contro calato del 25 per cento rispetto allo stesso periodo del 2002, fissandosi a 71 milioni.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Offerta di Zimmer: 4,2 miliardi di franchi (ca. 350 fr. per azione)
Offerta del concorrente Smith & Nephew: 3,6 miliardi

Fine della finestrella

In breve

Centerpulse è reduce da una difficile fase di trasformazione. La sezione di tecnica medica del conglomerato meccanico e tecnologico Sulzer, Sulzer Medica, è diventata negli ultimi anni in una nuova azienda indipendente.

Nel maggio 2002 Le difficoltà economiche, dovute soprattutto alle cause collettive che pesavano sulla filiale americana, hanno imposto la radicale trasformazione e il nuovo nome.

Nel novembre 2002 ha messo la parola fine al contenzioso con i circa 3’700 pazienti, cui era stata impiantata una protesi difettosa. La società ha versato 725 milioni di dollari pattuiti in un accordo extra-giudiziario.

Con la trasformazione e la vendita di partecipazioni e filiali, fra cui le italiane Carbomedics e Mitroflow, imprese che producono valvole cardiache, è stato possibile risanare l’azienda.

Con l’integrazione in un complesso multinazionale più importante, si apre una nuova pagina della storia dell’azienda.

Fine della finestrella


Link

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

×