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È necessario inasprire le norme di protezione in caso di emergenza vicino agli impianti nucleari. Il Consiglio federale ha avviato una procedura di consultazione dell'ordinanza in materia, riveduta in base a uno scenario di riferimento più severo.

Il progetto è stato elaborato da un gruppo di lavoro interdipartimentale istituito dopo la catastrofe nucleare di Fukushima del 4 maggio 2011. Vi hanno preso parte l'Ufficio federale dell'energia (UFE), quello per la protezione della popolazione (UFPP), l'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN), i Cantoni e i gestori delle centrali.

In una nota nota, l'UFE ricorda che attorno a ciascuna centrale nucleare sono definite due zone di protezione d'emergenza: la prima comprende un raggio tra 3 e 5 km, a seconda dell'impianto. La seconda è contigua alla prima e comprende un territorio con un raggio esterno di ca. 20 km. Una terza area comprende il restante territorio svizzero.

Il nuovo scenario di riferimento prevede il rilascio di maggiori quantitativi di radioattività. Ciò ha quale conseguenza l'attuazione di misure di protezione d'emergenza a una distanza di ben oltre 20 km. In base a questo nuovo modello, è possibile che anche il resto del Paese debba adottare misure urgenti in caso di incidente.

Il Consiglio federale intende inoltre dare maggior peso all'evacuazione su larga scala e nell'ordinanza riveduta disciplina l'accoglimento e l'approvvigionamento delle persone evacuate. Vengono pure introdotti adeguamenti terminologici.

SDA-ATS