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Chi ha orecchio si protegga

I concerti necessitano di precauzioni. I Prodigy a Gampel lo scorso mese di agosto

(Keystone)

La nuova ordinanza «suono e laser», che entra in vigore il 1° maggio, prevede l'obbligo per gli organizzatori di concerti di informare il pubblico sui pericolo della musica a volume troppo alto.

In generale, i rischi dell'inquinamento fonico sono oggetto di campagne di sensibilizzazione sempre più ampie.

Chi dal 1° maggio assisterà ad un concerto sarà confrontato con avvertimenti del tipo: «Ascoltare la musica ad un volume troppo alto può danneggiare la salute».

La nuova ordinanza «suono e laser» obbliga in effetti gli organizzatori di concerti amplificati a informare il pubblico in maniera esaustiva sui rischi per l'udito del volume troppo alti. A partire da un certo livello sonoro saranno obbligati anche a creare delle aree di «calma» (85 dB).

Misure adeguate ma costose

Petzi, l'associazione mantello dei locali musicali, ha accolto con favore la nuova ordinanza, che segna «dei progressi» rispetto a quella precedente. Ora gli organizzatori dovranno solo annunciare il concerto, in passato dovevano chiedere un'autorizzazione per il livello sonoro.

In caso di reclamo dovranno però dimostrare di non aver superato il limite ammesso, stabilito in base alla categoria di spettacolo. I dati registrati dovranno essere conservati per 30 giorni.

Semmai è qui che l'ordinanza spiace ai manager dei concerti. Secondo l'associazione Petzi, gli strumenti adeguati per misurare il volume sono molto cari.

Inoltre i musicisti hanno i propri mixer, come ha fatto notare il direttore dell'agenzia di concerti Good News André Bechir in un'intervista al quotidiano Neue Zürcher Zeitung. Ma in caso di querela per livelli sonori troppo alti è l'organizzazione che è chiamata alla cassa.

Sensibilizzazione dei giovani

Da vari anni, la cassa nazionale d'assicurazione contro gli infortuni Suva e l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) fanno campagna per sensibilizzare i giovani al problema.

Stando ad uno studio compiuto su 347 giovani di una scuola professionale a Losanna, il 64% di loro aveva già sperimentato un fischio alle orecchie dopo aver ascoltato musica ad alto volume. Un disturbo scomparso però il giorno successivo nella maggioranza dei casi (92%).

Paragonando gli effetti dell'ascolto di musica con un walkman o durante un concerto, i ricercatori ritengono che «le manifestazioni musicali pubbliche danneggino l'udito dei giovani più della musica in cuffia». Una limitazione del volume di walkman sarebbe perciò inutile, a differenza di limiti massimi durante i concerti.

Lamentele dei vicini

Pur accogliendo con favore la nuova ordinanza, il direttore della Lega svizzera contro il rumore Peter Ettler si rammarica che le norme non proteggano chi abita vicino ai luoghi dove si tengono dei concerti.

La Lega svizzera contro il rumore afferma di ricevere un numero crescente di lamentele di persone confrontate con le emissioni sonore causate da manifestazioni all'aria aperta.

«È molto difficile agire, spiega l'avvocato, perché le autorità hanno spesso interesse a mostrare l'immagine di una città dinamica, piena di vita. A scapito dei vicini che vogliono riposare», dice Ettler.

Ipoteca rumore

A lungo sottovalutate, le conseguenze del rumore per la salute sono ormai riconosciute. «Sì, il rumore rende malati», ha scritto l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) in occasione della giornata contro il rumore, tenutasi il 25 aprile scorso.

È in questo contesto che il vice-direttore dell'UFAM Gérard Poffet ha lanciato l'idea di un'«ipoteca rumore», una sorta di tassa a carico di chi produce inquinamento sonoro, che diminuisca proporzionalmente alla diminuzione delle immissioni.

«Un'ammenda è facile da scordare per un'azienda», ritiene Poffet. «Ma una tassa ricorrente, anche se limitata, potrebbe fornire un incentivo interessante». Uno studio di fattibilità è in corso. I risultati definitivi dovrebbero giungere entro la fine dell'anno.

swissinfo, Ariane Gigon Bormann, Zurigo
(traduzione dal francese e adattamento: Andrea Tognina)

Tolleranza al rumore

È la durata di esposizione al rumore che può provocare lesioni: secondo la Suva, l'orecchio umano sopporta 5 ore di suono con un volume di 96 dB alla settimana senza subire danni.

Se il volume sale a 100 dB, il suono può essere sopportato per non più di due ore. Sul posto di lavoro, misure di protezione per l'udito sono obbligatorie a partire da 85 dB.

Dopo un sovraccarico sonoro, l'udito può rigenerarsi, purché l'esposizione al rumore non si ripeta troppo di frequente.

Il tinnito (fischio alle orecchie) sparisce normalmente entro 12 ore dopo un'esposizione eccessiva al rumore. Se non è il caso, è meglio consultare un medico.

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