Passo avanti in vista dell'adozione del progetto che rimpiazzerà l'attuale moratoria sull'apertura degli studi medici. Nel discutere la relativa revisione della LAMal, oggi il Consiglio nazionale ha eliminato due delle quattro divergenze ancora rimaste.

Il plenum ha così rinunciato a collegare la gestione strategica delle autorizzazioni al progetto sul finanziamento unitario delle prestazioni ambulatoriali e stazionarie. Seguendo gli Stati, la camera ha anche deciso che i Cantoni potranno decidere autonomamente se interrompere il rilascio di nuove autorizzazioni a medici qualora i costi dovessero aumentare in modo sproporzionato.

Diversamente dagli Stati, la Camera del popolo vuole invece concedere agli assicuratori la facoltà di ricorrere contro le decisioni dei Cantoni. Vuole anche concedere agli assicuratori la facoltà di vigilare sull'economicità e la qualità delle prestazioni.

I due rami del Parlamento si erano invece già accordati in precedenza sull'aspetto centrale della riforma che mira a canalizzare l'offerta allo scopo di frenare l'aumento dei costi sanitari. In futuro, i Cantoni dunque dovranno - e non solo potranno - stabilire il numero di professionisti autorizzati a praticare.

Il dossier torna al Consiglio degli Stati.

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