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Come rilanciare la collezione Brignoni?

Tutti sono d’accordo che ora bisogna rilanciare la collezione Brignoni. Ma come farlo? Le idee non mancano. Due

Due studenti dell’Università della Svizzera italiana (USI) hanno sviluppato proprio negli scorsi mesi un vero e proprio progetto di rilancio.

Gli studenti, sostenuti dal professore Fabrizio Sabelli, docente di antropologia alla Facoltà di scienze della comunicazione, propongono di elaborare programmi annuali di mostre-evento capaci di attirare un nuovo pubblico con l’offerta di una gamma diversificata di servizi culturali.

Vi sono quattro obiettivi di fondo. Valorizzare le migliori opere della collezione con mostre temporanee tematiche; coinvolgere artisti ticinesi, i più giovani, nell’allestimento di mostre-eventi a tema con la collaborazione di scuole, gallerie d’arte e dell’Accademia di architettura; fare del museo un centro sperimentale e didattico nel campo della comunicazione culturale sotto la guida di docenti e ricercatori dell’USI; permettere, infine, all’infrastruttura di acquisire una totale autonomia finanziaria.

Il progetto è già stato presentato alla municipale Giovanna Masoni, capo del Dicastero delle attività culturali di Lugano. Per ora non è stata presa alcuna decisione.

“La prima misura da adottare è di incaricare un curatore, possibilmente uno specialista, e di ripristinare la commissione che seguiva l’attività del museo”, afferma la signora Masoni.

“Ad un museo si deve dare continuità, promovendo rapporti con istituzioni svizzere e all’estero, interessando le scuole con programmi specifici, organizzando un’attività culturale con conferenze e mostre temporanee”, sostiene dal canto suo Christian Giordano, professore di antropologia sociale dell’Università di Friburgo e primo curatore del Museo delle culture extraeuropee.

Resta, infine, da verificare se anche il Canton Ticino è pronto a partecipare al rilancio della collezione Brignoni.

swissinfo, Nenad Stojanovic, Lugano

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