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Compromesso sulla medicina dei trapianti

Gli ospedali di Losanna, Berna e Zurigo potranno continuare a effettuare trapianti cardiaci almeno fino al 2013: in seguito ci saranno soltanto due centri specializzati. Lo ha deciso, dopo anni di discussioni, l'organismo intercantonale voluto per trovare un accordo sulla medicina di punta in seno alla Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS).

Al termine della riunione, la presidente dell'organismo intercantonale e consigliera di Stato sangallese Heidi Hanselmann ha affermato che vi è da ogni parte un consenso politico per ridurre i centri di trapianto: il voto su questo aspetto è stato d'altronde unanime. Ancora una volta, non vi è invece stata unità di vedute sui siti in cui concentrare questa specializzazione.

L'organo di decisione ha tentato di concentrare la trentina di trapianti cardiaci realizzati ogni anno in Svizzera in un unico centro a Berna, ma la proposta è fallita perché non ha raggiunto il quorum necessario tra i cantoni non universitari. E neppure la proposta di concentrare subito questa specializzazione su due siti ha ottenuto la necessaria maggioranza. Questo obiettivo sarà quindi probabilmente realizzato soltanto entro la fine del 2013.

Fino a tale data, i trapianti di polmoni, fegato, reni, pancreas e cellule staminali continueranno ad essere praticati nei 3 centri attuali. Oltre ai cantoni con un ospedale universitario (Basilea Città, Zurigo, Vaud, Berna e Ginevra), fanno parte dell'organismo di decisione anche i cantoni Ticino, Grigioni, Lucerna, San Gallo e Argovia.

La decisione di mantenere lo status quo fino al 2013 ha suscitato reazioni contrastanti. Il direttore della sanità zurighese Thomas Heiniger si è detto estremamente lieto del fatto che la città sulla Limmat possa conservare almeno provvisoriamente la specialità. È inoltre soddisfatto della scelta di lasciare all'Istituto Paul Scherrer la terapia protonica.

Per l'Inselspital di Berna è invece deludente che in materia di medicina di punta tutto rimanga come finora. Per il direttore del nosocomio, Urs Birchler, l'organo intercantonale di decisione non assume le proprie responsabilità. "Di fatto si tratta di una scelta sbagliata", ha detto Birchler, facendo riferimento all'esiguità di donazioni di cuore per alimentare tre diversi centri.

Giudica invece positivamente la decisione il direttore della sanità di Basilea Città, Carlo Conti, secondo cui i punti di forza del locale ospedale universitario relativi ad trapianti di altri organi sono stati riconosciuti.

swissinfo.ch e agenzie


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