Coop e Migros tra i maggiori beneficiari dell'aiuto alla stampa

Lo sostengono i quotidiani romandi «Le Courrier» e «La Liberté» in base ad un rapporto consegnato agli organi di stampa dal consigliere nazionale ed ex caporedattore de «Le Courrier» Patrice Mugny (Verdi/GE).

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 febbraio 2001 - 19:19

Secondo i due quotidiani, Coop e Migros beneficiano insieme di quasi il 40 percento dei 100 milioni di franchi pagati ogni anno dalla Confederazione a titolo di sovvenzione per la «pluralità della stampa». Questi sussidi, versati alla Posta, servono a ridurre il costo della distribuzione dei giornali.

Il gruppo basilese Coop è in testa alla graduatoria dei beneficiari con la pubblicazione in tre lingue del settimanale «Cooperazione», seguito da Migros (con «Azione», anch'esso in trelingue). Nei primi posti della classifica si trovano anche i gruppi editoriali Ringier, Edipresse e il Touring Club Suisse (TCS), hanno scritto i due quotidiani.

«Non posso confermare gli importi stimati da «Le Courrier», ma rispettano gli ordini di grandezza», ha dichiarato Claudine Godat Saladin, portavoce del Dipartimento federale delle comunicazioni (DATEC). Regna invece l'incertezza più totale sulla ripartizione dei 100 milioni di franchi versati per assicurare la «pluralità della stampa», in particolare per quella «regionale e locale».

«Sappiano che il sistema attuale è ingiusto» ha dichiarato Alfred Haas, segretario generale dell'associazione degli editori romandi Presse romande. Per il direttore di Presse Suisse, Peter Hartmeier, le cifre non sono una sorpresa. «È difficile mirare unicamente i piccoli giornali» ha aggiunto. Hartmeier è favorevole a una sovvenzione per tutta la stampa e giudica le nuove tariffe troppo alte.

La Posta fissa prezzi preferenziali in funzione della frequenza della pubblicazione, del peso, della tiratura, del formato edell'importanza redazionale. Inoltre concede premi di fedeltà agli editori.

La Posta non sa fornire cifre precise. «Applichiamo la legge e privilegiamo i giornali regionali e locali. Contestiamo le cifre avanzate da «Le Courrier» e «La Liberté»», ha dichiarato il portavoce della Posta André Mudry: «Ma non sappiamo oggi quali sono i costi esatti generati da ognuno dei gruppi editoriali. Sarebbe troppo complicato e fastidioso per noi determinare questi importi».

Mugny non è risentito nei confronti dei gruppi editoriali: «Ce l'ho con i politici», ha dichiarato e «trovo particolarmente scioccante la mancanza di trasparenza del Dipartimento di Moritz Leuenberger».

La commissione delle finanze del Consiglio nazionale vorrebbe saperne di più e ha chiesto ulteriori spiegazioni al DATEC. In maggio si sarà fatta chiarezza sul caso, promette Claudine Godat Saladin. Una sottocommissione delle finanze si occuperà allora di un nuovo rapporto. «Abbiamo incaricato un'azienda esterna di verificare se il sistema in vigore permette di raggiungere lo scopo fissato dalla legge», ha continuato. Se non sarà il caso, si dovranno definire altri criteri per assicurare un aiuto più mirato alla stampa regionale».

Un aiuto diretto, senza l'intermediario della Posta, è fattibile, ma comporterebbe modifiche legali, persino costituzionali. Una riforma, se sarà giudicata necessaria, potrebbe intervenire a partire dall'anno prossimo, aveva indicato Moritz Leuenberger in risposta a un intervento parlamentare dell'anno scorso di Mugny. Adesso sarà il Parlamento a intervenire.

swissinfo e agenzie

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