Cooperare contro il terrorismo

A rappresentare la Svizzera all'incontro, anche la nuova responsabile dell’Autorità di controllo per la lotta contro il riciclaggio di denaro, Dina Balleyguier Keystone Archive

La riunione straordinaria del Gruppo d'azione finanziaria a Washington ha messo l'accento sull'importanza della cooperazione internazionale per la lotta al terrorismo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 ottobre 2001 - 19:22

Migliorare e intensificare la cooperazione internazionale per combattere il finanziamento ai gruppi terroristici. L'appello lanciato dagli Stati Uniti, dopo gli attacchi dell'11 settembre scorso, è stato favorevolmente accolto dal Gruppo d'azione finanziaria internazionale (Gafi) che si è riunito in via straordinaria per due giorni a Washington.

Nel corso dell'incontro, il Gafi ha deciso di concentrare "la sua energia e la sua esperienza nello sforzo mondiale volto a combattere il finanziamento del terrorismo" e ha per questo adottato una serie di raccomandazioni.

Lunedì, aprendo i lavori dell'incontro, il ministro del tesoro americano, Paul O'Neill, ha sottolineato l'importanza della cooperazione internazionale, che deve estendersi a tutto il mondo "Se vogliamo combattere il terrorismo e la sua rete di finanziamento, allora non ci deve essere nessun paese dove possano trovare un sicuro rifugio" ha precisato il ministro. L'appello è stato prontamente recepito.

"Oggi, il Gafi ha fissato nuove norme internazionali per combattere il finanziamento del terrorismo e invitiamo tutti i paesi ad adottarle e a metterle in opera" ha affermato la sua presidente Clarie Lo. L'applicazione delle "Raccomandazioni speciali" - ha precisato - impedirà ai terroristi e a chi li sostiene l'accesso al sistema finanziario internazionale.

I paesi sono tra l'altro invitati:

- Ad adottare misure immediate per ratificare e mettere in vigore gli strumenti appropriati delle Nazioni Unite, come per esempio la Convenzione per la repressione del finanziamento al terrorismo.

- A congelare e confiscare gli averi dei terroristi;

- A dichiarare le transazioni sospette legate al terrorismo.

- A fornire la più ampia gamma di assistenza giudiziaria alle autorità nell'ambito di inchieste legate al finanziamento del terrorismo,

- Ad imporre obbligi di lotta contro il riciclaggio di capitali ai sistemi alternativi di pagamento.

Il Gafi è stato costituito nel 1989, nell'ambito dell'OCSE, su iniziativa del G7 con lo scopo principale di combattere il riciclaggio di denaro sporco. Attualmente vi aderiscono 29 paesi, tra cui la Svizzera, e due organizzazioni internazionali (la commissione europea e il Concilio di cooperazione del Golfo).

All'incontro di Washington, erano presenti per la Svizzera Giovanni Colombo, delegato alle questioni monetarie e finanziarie internazionali al Dipartimento federale delle finanze, e la nuova responsabile dell'Autorità di controllo per la lotta contro il riciclaggio di denaro, Dina Balleyguier.

La richiesta di cooperazione è stata favorevolmente accolta dalla delegazione elvetica, perché la Svizzera già adesso opera in questo senso. Ne è una prova l'annuncio fatto mercoledì dalla portavoce del Ministero pubblico della Confederazione di aver bloccato 24 conti bancari intestati a persone sospettate di essere collegate con gli attentati dell'11 settembre negli Stati Uniti, senza comunque indicarne l'importo.

I nomi dei titolari sono contenuti nella seconda lista di sospetti pubblicata l'11 ottobre dal presidente americano George W. Bush. Le banche hanno notificato i conti all'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro e i conti sono ora all'esame del ministero pubblico ella Confederazione.

Anna Luisa Ferro Mäder, Washington

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