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I giovani svizzeri soffrono per la pandemia

Sempre più giovani in Svizzera si preoccupano dell'isolamento sociale causato dalla Covid-19 © Keystone / Goran Basic

Le misure contro il coronavirus stanno mettendo a dura prova le nuove generazioni in Svizzera. Le limitazioni della vita sociale gravano in modo particolare sui giovani. Gli incontri reali sono importanti per la formazione della loro identità, ricorda un'esperta.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 febbraio 2021 - 15:00

Il Sechseläutenplatz, una piazza nel centro di Zurigo, è diventato una zona calda. Sabato 6 febbraio due persone sono state brutalmente attaccate da un gruppo di giovani. La polizia è intervenuta, ma gli agenti sono stati bersagliati con delle bottiglie. Un presunto colpevole è stato preso in custodia. Ha 16 anni. Incidenti simili stanno diventando più frequenti

I video dei tafferugli sono diventati virali sui media sociali. Un adolescente che ha assistito alla scena ha raccontato al portale di notizie 20 MinutenLink esterno che la rivolta è diventata così violenta a causa della lockdown. "Tutto è chiuso, ecco perché si arriva a queste situazioni". E ha aggiunto: "È terribilmente estenuante non poter far nulla. Mi sento in prigione".

Festa sul treno

Visto che tutti i ristoranti, bar e club sono chiusi, alcuni giovani di Zurigo hanno trovato altri posti per fare festa: i treni. Alla fine di gennaio, su Instagram è stato pubblicato un video in cui si vedono giovani che si riuniscono e fanno festa su un treno. Il video è stato cliccato più di 10'000 volte. Un utente ha commentato: "Chi ha paura degli sbirri? Noi no!" 

Il quotidiano in lingua tedesca Tages-Anzeiger ha anche riferitoLink esterno che alcuni giovani salgono sui treni con gli amici solo perché lì possono bere e mangiare. E ci sono anche i servizi igienici.

Assembramenti illegali in Europa

"La pressione sui bambini e sui giovani a causa della pandemia è grande", dice Lulzana Musliu di Pro Juventute, interpellata da swissinfo.ch. L'organizzazione per l'infanzia e la gioventù, che gestisce anche una linea telefonica di assistenza, sta notando un aumento delle domande di sostegno. Secondo Musliu, le consultazioni psicologiche durante la seconda ondata, da ottobre a dicembre, sono aumentate del 40% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. 

Un sondaggioLink esterno realizzato in gennaio dell'istituto di ricerca svizzero Sotomo, rivela che quasi il 60% dei giovani tra i 15 e i 34 anni dice di sentirsi isolato e solo nella società, più di qualsiasi altra fascia di età.

Evadere dall'isolamento, anche se solo per una festa, è quindi una prospettiva molto allettante. Fenomeni come quelli di Zurigo si stanno verificando anche in altri paesi. In Francia, a oltre 2'500 persone hanno partecipato a un rave party, nonostante il coprifuoco. Ci sono stati numerosi arresti. A gennaio in un parco di Leeds, nell'Inghilterra centrale, centinaia di studenti universitari hanno infranto le regole contro il coronavirus inscenando una battaglia a palle di neve. Due organizzatori, di 20 e 23 anni, sono stati condannati a pagare una multaLink esterno di 10'000 sterline (12'400 franchi) ciascuno.

Nessun posto dove andare

Bar e club non sono gli unici luoghi chiusi in Svizzera. Anche gli impianti sportivi e per il tempo libero sono sbarrati dallo scorso dicembre. Da novembre, anche le scuole professionali e le università hanno trasferito il loro insegnamento nello spazio virtuale. Le attività sportive e culturali che coinvolgono più di 5 persone sono vietate dai 16 anni in su, e i raduni di persone con più di 5 partecipanti non sono ammessi, né pubblicamente né in privato.

Ma com'è possibile che la generazione più connessa della storia viva questo isolamento in maniera tanto negativa? I media sociali non bastano a supplire all'assenza di contatti reali?

"Le competenze digitali sono disponibili e vengono rafforzate, ma lo scambio personale rimane ancora essenziale per lo sviluppo dei giovani", osserva Lulzana Musliu di Pro Juventute. "I giovani costruiscono la loro immagine di sé attraverso l'interazione con gli altri". Le restrizioni colpirebbero quindi particolarmente i giovani "perché cercano la compagnia più di altre fasce d'età". Secondo Musliu, questo "vedere ed essere visti" è necessario alla loro autostima. 

Questa affermazione è confermata da uno studio dell'Università di Basilea sul disagio psicologico realizzato in novembre, durante la seconda ondata di Covid-19, su un campione di 11'000 persone. L'incidenza dei sintomi depressivi gravi durante il periodo contemplato dall'indagine è risultata del 29% tra i giovani di 14-24 anni. Il valore è doppio rispetto a quello riscontrato tra i 45-54enni (14%).

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Ma l'inquietudine di molti giovani svizzeri ha probabilmente anche una componente economica: il numero di giovani che perdono il lavoro continua ad aumentare a causa della pandemia. Il tasso di disoccupazioneLink esterno in Svizzera ha raggiunto il 3,7% alla fine di gennaio, il dato peggiore dalla primavera del 2010. Il dato per la fascia di età più giovane (15-24 anni) è aumentato del 41% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, più che per le altre fasce di età.

Il Consiglio federale discuterà mercoledì la possibilità di allentare le misure di contenimento della pandemia.

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