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Film svizzeri visti ai festival, ma poco in sala

Il 2009 del cinema svizzero è stato ancora una volta caratterizzato da un calo degli spettatori nelle sale della Confederazione. Il risultato è stato tuttavia controbilanciato da un'ottima presenza di opere svizzere ai festival internazionali: in totale più di 50 lungometraggi e 70 cortometraggi.

«È raro che un numero tanto alto di film svizzeri siano invitati alle rassegne internazionali», ha dichiarato in una conferenza stampa a Zurigo il direttore di Swiss Films, Micha Schiwow. Un altro motivo di vanto per il cinema svizzero è stato il Premio del cinema europeo nella categoria documentari assegnato a The Sound of Insects di Peter Liechti.

Fra le pellicole che hanno riscosso successo all'estero, Schiwow ha inoltre citato Coeur animal di Severine Cernamusaz, Pepperminta di Pipilotti Rist e Space Tourists di Christian Frei. Il cinema elvetico ha inoltre fatto il suo ritorno al festival di Berlino con tre film, e a Cannes la Svizzera ha attirato l'attenzione con Cleveland contre Wall Street di Jean-Stephane Bron.

L'anno scorso, Swiss Films ha incoraggiato l'esportazione di 15 film nelle sale estere, in particolare in Francia e in Germania. A questo scopo l'agenzia finanziata dall'Ufficio federale della cultura (UFC) e da Pro Helvetia ha speso 300'000 franchi. L'eco mediatica è stata particolarmente favorevole per Home negli Stati Uniti, Die Standesbeamtin in Germania e Letter to Anna in Francia.

La buona presenza all'estero contrasta con il calo degli spettatori di film svizzeri nelle sale della Confederazione. Nel 2009 la quota di mercato delle pellicole svizzere è rimasta al di sotto della soglia del 5%. Nel 2006 – ha osservato Schiwow – si era toccato il record del 10%, grazie a film come Grounding di Michael Steiner e Die Herbstzeitlosen di Bettina Oberli.

Gli eventi organizzati in Svizzera di Swiss Films, come la sezione Appellations suisse al festival di Locarno e la tournée della Notte del cortometraggio, hanno comunque avuto successo.

A livello finanziario, l'organizzazione che si occupa della promozione dei film svizzeri ha chiuso l'esercizio 2009 con un disavanzo di oltre 71'000 franchi. Un ammanco causato da una parte proprio dal grande numero di pellicole invitate ai festival internazionali. Un altro motivo è stata la Giornata del film svizzero al Festival a Locarno, che non ha funzionato. L'evento – ha annunciato Schiwow – sarà cancellato dall'edizione di quest'anno del festival.

swissinfo.ch e agenzie


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