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Un architetto nella storia Perché la lezione di Le Corbusier «non finirà mai»

, Roma


Nostra Signora di Ronchamp, l'opera forse più amata di Le Corbusier tra i non addetti ai lavori, secondo il professore de La Sapienza Vincenzo Cristallo

Nostra Signora di Ronchamp, l'opera forse più amata di Le Corbusier tra i non addetti ai lavori, secondo il professore de La Sapienza Vincenzo Cristallo

(AFP)

Complesso, completo, critico. Nell’anniversario per i 50 anni dalla sua morte, l’università La Sapienza di Roma ha reso omaggio all’architetto svizzero, rileggendo i suoi progetti e i suoi scritti durante un convegno di due giorni.

È stato un successo, sia in termini di pubblico sia in termini di contenuti, il convegno organizzato dal Dipartimento di Pianificazione, Design, Tecnologia dell'Architettura (PDTA) della Sapienza dal titolo «Quel che resta»Link esterno.

La due giorni si è svolta in ottobre e sarà seguita, a dicembre, da altri due incontri. «Il successo del convegno si spiega con l’interesse che Le Corbusier suscita ancora oggi, a mezzo secolo dalla sua morte – racconta a swissinfo.ch Vincenzo Cristallo, professore di Design industriale al Dipartimento DPTA, che con il professor Tonino Paris e la professoressa Sabrina Lucibello ha organizzato il convegno e sta preparando i due incontri conclusivi – Anche perché il materiale su cui lavorare è moltissimo».

Tutto ruota attorno all’uomo

Il convegno è stata l’occasione per rileggere, analizzandoli, 15 testi teorici del grande architetto. «Le Corbusier – spiega Cristallo – è stata una personalità complessa e completa allo stesso tempo. Accanto ai suoi progetti c’è una vasta produzione di testi teorici, perché per lui il rinnovamento dell’architettura passa per il rinnovamento dell’uomo. È questa la sua posizione da tenere sempre presente».

È attraverso questi scritti che Le Corbusier spiega al mondo, non soltanto architettonico e accademico, la sua visione della città, degli spazi urbani, della casa e anche degli oggetti di uso quotidiano. «Tutto, per lui, ruota attorno all’uomo – prosegue il professore de La Sapienza – infatti uno degli aspetti fondamentali del suo approccio alla realtà è che ‘l’architettura deve adeguarsi all’uomo e non l’uomo adeguarsi all’architettura’».

Critica costruttiva

Rileggere Le Corbusier significa affrontare una personalità in continuo divenire, aspetto che affascina ancora oggi studiosi e studenti di ogni parte del mondo.

«Le Corbusier è stato un forte critico delle sue stesse opere – racconta il professor Cristallo – e per questo ha così tanto seguito ancora oggi, la sua critica non è mai stata mera polemica ma dibattito costruttivo».

Le Corbusier si è sempre discostato dalle impostazioni che circondano l’architettura, ma, sia nei progetti sia negli scritti, ha ribadito la sua visione della realtà. «È per questo che non ci stanchiamo mai di studiare e insegnare Le Corbusier – prosegue Cristallo, spiegando il lavoro del Dipartimento DPTA – con lui la semplice interpretazione diventa una profonda interpretazione».

Ogni minimo dettaglio

Le Corbusier viene indicato come il padre dell’architettura moderna e tuttora il suo messaggio risulta attuale e, soprattutto, attraente. «Sorprende – spiega il professore de La Sapienza – la sua attenzione a ogni minimo dettaglio del progetto, dove niente viene lasciato al caso. La sua modernità sta nel controllo di tutte le fasi, dalla prima stesura alla realizzazione finale. Basta ricordare che ancora oggi, architetti e studiosi, prendono a modello il suo metodo di misurazione».

Il riferimento è al Modulor, un sistema di proporzioni basato sulle misure dell’uomo. La stessa attenzione la si ritrova negli interni per abitazioni che progetta con l’azienda Cassina, a cui saranno dedicati i prossimi due incontri.

Opere simbolo

Parlando di una personalità tanto complessa quanto moderna, viene da chiedersi quale sia il progetto ‘preferito’ e se c’è qualche differenza tra chi insegna Le Corbusier e chi lo studia.

«Io posso parlare da professore universitario – conclude Vincenzo Cristallo – e posso dire che Villa Savoye ha fatto la storia dell’architettura, anzi l’ha scritta».

La palazzina vicino a Parigi possiede i cinque punti che, secondo Le Corbusier, sono alla base dell’architettura moderna: i pilastri, il tetto-giardino, la pianta libera, la facciata libera e la finestra a nastro.

Il professore de La Sapienza, però, confessa che tra i non addetti ai lavori l’opera più amata e riconosciuta resta la cappella di Nostra Signora di Ronchamp, sempre in Francia. Due progetti diversissimi, che confermano la grandezza del loro ideatore, perché «la lezione di Le Corbusier non finirà mai».

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