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Dall’operazione "Clean" all’aula penale

Lunedì 4 aprile 2005: dopo 6 anni di inchiesta inizia il processo contro lo psichiatra Renzo Realini

A sei anni e mezzo dall’avvio dell’inchiesta che portò alla luce il caso di presunta malasanità, è iniziato lunedì a Lugano il processo contro lo psichiatra Renzo Realini.

La Corte delle Assise criminali, presieduta dalla giudice Giovanna Roggero- Will, dovrà ricostruire dieci anni di malversazioni.

Il processo contro Renzo Realini, molto atteso, si annuncia anche molto lungo. La presidente della Corte ha infatti previsto ben 12 settimane di dibattimento, per cui il verdetto è atteso per l’inizio del mese di luglio.

La pubblica accusa è sostenuta dal procuratore Arturo Garzoni mentre la difesa dagli avvocati Filippo Ferrari e Cesare Lepori. Co-indagate 108 persone, per la maggior parte personale sanitario. Fra di loro anche 21 pazienti.

Nel 1998 l’arresto del medico

Sullo sfondo dell’arresto dello psichiatra, il primo dicembre 1998, un presunto raggiro ai danni delle casse malati quantificato in 22,5 milioni di franchi. Si tratta, in particolare, di sovrafatturazioni di prestazioni offerte in tre cliniche private.

All’epoca, infatti, Renzo Realini era titolare di tre strutture psichiatriche: Villaverde a Dino, San Pietro a Stabio e Alabardia a San Nazzaro. Secondo l’accusa il dottor Realini aveva fatturato a ben 23 assicuratori malattia prestazioni mediche in eccesso e ricoveri "fantasma" nelle sue tre cliniche.

L’atto di accusa, con il quale un anno fa è stato rinviato a giudizio, contempla i reati di truffa (ripetuta, continuata e aggravata siccome commessa per mestiere) e di ripetuta falsità in documenti nella direzione medica e nella gestione amministrativa delle sue cliniche.

Un’inchiesta fra ricorsi e colpi di scena

L’inchiesta, durata sei anni, è stata caratterizzata da una storia tormentata. Non solo perché lo scottante dossier è passato nelle mani di tre procuratori, ma anche perché i ricorsi inoltrati dall’agguerrita difesa di Realini –comprese due ricuse, respinte, del procuratore - sono stati numerosi.

La vicenda giudiziaria dello psichiatra è inoltre stata costellata da altri eventi: la riabilitazione professionale del medico stabilita da una sentenza del Tribunale amministrativo (TRAM) e la successiva sospensione professionale intimata dal Dipartimento sanità e socialità. Decisione che, di fatto, ha congelato la sentenza del TRAM.

Infine anche un capitolo mediatico. La difesa di Realini ha infatti vietato agli organi di stampa di fotografare o filmare il loro patrocinato fuori e dentro dall’aula penale. Pena la denuncia di chi violerà tale richiesta.

L’Associazione ticinese dei giornalisti (ATG) non ha esitato ad insorgere difendendo il diritto di cronaca, legato ad un palese interesse pubblico. In un comunicato l’ATG ha infatti invitato i giornalisti ad "ignorare il tentativo di ingerenza degli avvocati".

swissinfo, Françoise Gehring, Lugano

Fatti e cifre

22,5 milioni di franchi l’ammontare del presunto raggiro
6 anni la durata dell’inchiesta
1. dicembre 1998: scatta l’operazione "Clean"
120 circa i testimoni ascoltati nel corso dell’istruttoria

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In breve

Il processo contro lo psichiatra Renzo Realini (62 anni) è iniziato lunedì a Lugano con un'ora di ritardo, a causa di motivi personali di uno degli avvocati difensori.

Il medico fu arrestato il 1. dicembre 1998. Dopo un anno di detenzione preventiva fu scarcerato contro una cauzione di 5 milioni di franchi versata per ottenere la libertà provvisoria.

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