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Dalla Scuola speciale di Losanna all'EPFL

Banchi affollati: il politecnico di Losanna accoglie 6000 studenti (foto: EPFL)

Undici allievi nel 1853, più di 6000 nel 2003: in 150 anni di storia la piccola Scuola speciale di Losanna è cresciuta rigogliosa.

Già dalla sua fondazione, il futuro politecnico federale aveva la reputazione di essere selettivo e difficile.

7 novembre 1853: un anno prima di Zurigo, Losanna inaugura quella che diventerà un giorno il suo Politecnico federale. Fondata da privati cittadini, sul modello della Scuola centrale di Parigi, la Scuola speciale aspirava a formare «costruttori di alto livello».

I primi studenti - undici - studiano chimica, fisica, matematica, disegno, architettura e genio civile. Il corso di studi dura due anni.

Il numero d'allievi aumenta rapidamente, ma il finanziamento resta un problema. Nel 1869 la Scuola speciale si unisce all'Accademia di Losanna. Quando quest'ultima si trasforma in università nel 1890, la sua facoltà tecnica diventa la Scuola per ingegneri dell'Università di Losanna.

Nello stesso anno s'inaugurano dei nuovi corsi in un campo destinato ad un brillante avvenire: l'elettricità.

Scienziati e cittadini

Nella sua lunga storia il politecnico di Losanna ha conosciuto diversi cambiamenti. Uno dei più importanti risale al 1969, quando la Confederazione adotta la nuova legge sui politecnici federali. Entro un arco di tempo di 25 anni, il governo s'impegna a trasferire la totalità di tutte le istituzioni che fanno capo all'EPFL su un unico sito.

Nel 1978 il politecnico può inaugurare la prima tappa del suo nuovo campus situata a Dorigny, alle porte di Losanna. Poco distante dall'EPFL si trova oggi anche la sede dell'Università.

Alla fine del 1999 il Consiglio federale nomina alla guida del politecnico Patrick Aebischer. Per la prima volta il rettore dell'EPFL non è un ingegnere di casa, ma un medico e ricercatore in neuroscienze.

Aebischer lancia una serie di riforme per permettere all'EPFL di far fronte ad una concorrenza internazionale sempre più feroce. Nel gennaio del 2002 i dodici dipartimenti della scuola lasciano il posto a cinque facoltà. Gli architetti si trasferiscono a Dorigny, dove il politecnico è finalmente al completo. La collaborazione con le università di Losanna e Ginevra viene intensificata.

Una collaborazione che dà i suoi frutti. Da quest'anno, i futuri ingegneri possono seguire corsi di scienze umanistiche e artistiche. «Formiamo degli scienziati» spiega Patrick Aebischer «ma devono anche essere dei cittadini aperti e coscienti dei problemi del mondo».

Giorni di gloria

Il 2 marzo 2003 Alinghi vince la Coppa America. Per la prima volta nella sua storia il più vecchio trofeo sportivo del mondo va ad una squadra europea. Una vittoria che deve molto all'EPFL. Ben quattro dei suoi laboratori hanno lavorato per la messa a punto della barca migliore del momento.

Qualche anno fa il politecnico di Losanna aveva contribuito, anche se in modo più discreto, all'avventura di Bertrand Piccard e Brian Jones: il giro del mondo in pallone aerostatico.

L'EPFL stupisce regolarmente il pubblico quando mette in bella mostra i suoi robot, o quando realizza una macchina innovatrice come BioWall, il muro informatico in grado di ripararsi da solo.

Dalla scuola losannese è scaturita anche l'idea di Swissmetro, un progetto forse troppo in anticipo sui tempi e che non ha saputo trovare dei finanziamenti in Svizzera.

Il politecnico di Losanna - che nel corso della sua storia ha formato più di 20'000 allievi - ha inoltre contribuito alla creazione di diverse imprese. Tra queste troviamo la Logitech, un'azienda informatica che grazie ai mouse e ad altre periferiche è oggi conosciuta in tutto il mondo.

E, a partire dall'anno prossimo, gli studenti potranno seguire i corsi di uno svizzero, anch'egli conosciuto a livello internazionale: l'astronauta Claude Nicollier, che ha da poco appeso la tuta spaziale al chiodo.

swissinfo, Marc-André Miserez
(traduzione e adattamento : Doris Lucini)

Fatti e cifre

L'EPFL ha un budget di 510 milioni di franchi
Più di 100 start-up presenti nel Parco scientifico
80 nazionalità diverse presenti sul campus

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