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Davos: sale la tensione

Un momento della manifestazione durante il Forum di Davos dello scorso anno. Keystone / AP Photo / Michel Euler

A meno di tre settimane dal Forum economico di Davos (WEC), le nubi della protesta si addensano sull'incontro. Alle proposte di dialogo dei responsabili del WEC una parte del fronte anti-globalizzazione risponde picche, negando la legittimità del forum.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 gennaio 2001 - 14:42

A poche settimane dall'inizio del Forum - dal 25 al 31 gennaio - l'atmosfera incomincia a surriscaldarsi. Alle dichiarazioni di buona volontà del WEC fanno da contraltare quelle più belliciste del coordinamento svizzero anti-WTO che in concomitanza con una presa di posizione dei responsabili del Forum si è espresso sabato pubblicamente affermando di volere la fine di questi incontri nella loro forma attuale. Il Forum, a loro parere, si regge su una forma di potere assoluto autoproclamatosi.

Nonostante il divieto di manifestare e la massiccia presenza delle forze di polizia, i quattro attivisti rivoltisi sabato alla stampa non escludono scontri soprattutto, affermano, a causa dell'atteggiamento ostile che le forze dell'ordine sicuramente avranno nei loro confronti. Nella nota diffusa sabato, gli organizzatori del Forum si dicono invece disposti a un dibattito contraddittorio con i loro «avversari» sugli effetti della globalizzazione.. Un dialogo, hanno specificato, precluso però a tutti coloro che preferiscono il confronto violento alla discussione per far valere le proprie ragioni.

Per motivi di spazio, precisa il comunicato, non tutti coloro che vorrebbero esprimersi a Davos potranno farlo. Tuttavia, gli organizzatori stimano di aver incluso nella propria cerchia un numero sufficiente di organizzazioni non governative (ONG) e di rappresentanti della società civile. Quest'anno, indica la nota, 59 di loro sono stati invitati. Di questi, 36 rappresentano diverse ONG, 11 varie organizzazioni filantropiche, mentre dodici persone saranno presenti a nome di altrettante associazioni sindacali. Nel 2000, i rappresentanti della società civile erano 46.

Il responsabili del WEC hanno ricordato inoltre che chiunque lo vorrà potrà partecipare a un dibattito sul web collegandosi al sito internet dell'organizzazione.Ma gli esponenti del coordinamento anti-WTO hanno respinto il calumet della pace offerto loro poiché rifiutano qualsiasi dialogo con una struttura che, a loro parere, non ha alcuna legittimità. Sfidando i divieti, gli avversari della mondializzazione intendono ritrovarsi a Davos sabato il 27 gennaio per «sotterrare il capitalismo». Il giorno dopo, tutti sulle poste di sci.

swissinfo e agenzie

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