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Democrazia in rete Boom di petizioni locali tramite una piattaforma online



Digitalizzazione e supporto dei media: è la formula con cui otto giornali della Svizzera nord-occidentale sperano di ridare slancio alla partecipazione della cittadinanza alle decisioni e alla gestione pubblica nei comuni.

Digitalizzazione e supporto dei media: è la formula con cui otto giornali della Svizzera nord-occidentale sperano di ridare slancio alla partecipazione della cittadinanza alle decisioni e alla gestione pubblica nei comuni.

(dpa)

Semplice effetto della novità o tendenza duratura? Troppo presto per trarre conclusioni. Di certo i cittadini hanno reagito con foga alla creazione della prima piattaforma in Svizzera su cui si possono lanciare petizioni con richieste di carattere locale e raccogliere firme online, beneficiando del supporto mediatico. In una settimana, su petitio.ch avevano già preso avvio 37 petizioni riguardanti molteplici temi e il loro numero cresce in continuazione.

Concepita e gestita dagli otto giornali regionali della Svizzera nord-occidentale, che fanno capo al gruppo AZ MedienLink esterno, la piattaforma petitio.chLink esterno è stata presentata il 1° dicembre. L’obiettivo è di rinvigorire la partecipazione civica nei comuni, ossia a quel livello dove il disamore dei cittadini per la politica e per la cosa pubblica negli ultimi decenni è andato in crescendo.

Di facile accesso ed utilizzazione, petitio.ch è focalizzata sui territori in cui sono presenti gli otto quotidiani: in totale 422 comuni, dei cantoni di Argovia, Soletta, Basilea Città, Basilea Campagna e della Valle della Limmat (cantoni di Zurigo e di Argovia). Tutti sono collegati alla piattaforma. Ogni petizione ha infatti come destinatario il comune.

Oltre ad offrire lo strumento tecnologico, i giornali, nelle rispettive regioni, aiutano gli ideatori a promuovere le loro rivendicazioni e si assicurano che le autorità comunali le esaminino seriamente. Ogni petizione può essere sostenuta per 30 giorni. Se raccoglie il numero sufficiente di firme – che varia a seconda del comune – il giornale invia una lettera al servizio comunale competente in cui annuncia la riuscita della petizione ed esige una risposta ufficiale su petitio.ch.

La reale efficacia di questo nuovo strumento di e-democrazia, così come gli eventuali effetti negativi, si potranno misurare solo nel tempo. Intanto i politologi seguono con interesse l’esperimento.


A vostro avviso, la digitalizzazione degli strumenti di democrazia diretta è un passo indispensabile per incrementare la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica dei loro comuni oppure non serve a nulla? La vostra opinione ci interessa: scriveteci!

swissinfo.ch

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