Severo verdetto popolare per l'iniziativa "Moneta intera"?

Gli ingenti interessi finanziari in gioco nelle due proposte su cui vota il popolo svizzero il 10 giugno non sembrano mobilitare l'elettorato elvetico. L'affluenza alle urne si preannuncia inferiore alla media. Keystone

Due quesiti che rappresentano somme miliardarie sono sottoposti domenica al voto degli svizzeri: un’iniziativa che, se accettata, rivoluzionerebbe il sistema monetario elvetico con probabili ripercussioni internazionali e una nuova legge che consentirebbe alla Confederazione di oscurare i siti web esteri di giochi d’azzardo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 giugno 2018 - 17:00
swissinfo.ch

Promossa da un gruppo di economisti, specialisti di finanza e imprenditori, l’iniziativa popolare "Per soldi a prova di crisi: emissione di moneta riservata alla Banca nazionale! (Iniziativa Moneta intera)" è fermamente combattuta da governo, parlamento e tutti i partiti politici rappresentati alle Camere federali. Se fosse approvata nel voto popolare di domenica, per le banche svizzere significherebbe non poter più emettere moneta scritturale, ossia quel denaro che esiste unicamente nelle registrazioni contabili.

Le banche commerciali potrebbero dunque solo prestare denaro che è stato realmente messo in circolazione dalla Banca nazionale svizzera (BNS). Non potrebbero invece più concedere crediti non coperti da fondi propri equivalenti, iscrivendo semplicemente l’importo in un deposito a vista.

L’obiettivo dei promotori dell’iniziativa è di creare un sistema monetario più sicuro, al riparo da speculazioni e crisi finanziarie.

Sottolineando che il sistema proposto non esiste in nessun altro Paese al mondo, gli oppositori ritengono invece che per la Svizzera questa riforma radicale, senza precedenti, costituirebbe un esperimento ad alto rischio, con potenziali costi ingenti. Secondo il governo e il parlamento, così, si concentrerebbe un potere eccessivo nelle mani della BNS, esponendola a maggiori pressioni politiche.

Inoltre vi sarebbe il pericolo di una perdita di credibilità della politica finanziaria svizzera e di una limitazione delle attività delle banche, che indebolirebbe la piazza elvetica.

Gli argomenti degli oppositori sembrano aver convinto ampiamente l’elettorato. Nell’ultimo sondaggio rappresentativo condotto dall’istituto di ricerca gfs.bern per conto della Società svizzera di radiotelevisione (SSR), pubblicato la settimana scorsa, l’iniziativa non ha trovato scampo. Il 54% degli intervistati ha dichiarato che la boccerà.

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Scommessa quasi vinta per la legge sui giochi d’azzardo

Secondo il sondaggio, anche per la nuova Legge federale sui giochi in denaro (LGD) il dado sembrerebbe tratto, ma in senso opposto. Il 58% degli intervistati ha infatti detto che approverà la normativa. Ciò nonostante, una sorpresa domenica non può essere esclusa in assoluto,  secondo i ricercatori del gfs.bern.

La nuova legge permetterebbe ai casinò svizzeri di offrire i loro giochi anche su internet e alle autorità elvetiche di fare bloccare l’accesso a tutte le piattaforme online di giochi in denaro senza una concessione della Confederazione. Approvata a larghissima maggioranza in parlamento, la LGD è stata combattuta con un referendum dalle sezioni giovanili di tutti i partiti rappresentati alle Camere federali, ad eccezione di quella del Partito popolare democratico (PPD, centro destra).

Le forze politiche giovanili, da destra a sinistra, sono unite in una lotta contro quella che definiscono "la censura di internet". Per la loro generazione, la libertà di accesso e d’informazione sul web è un valore sacro. Nella campagna per il voto sono riusciti ad ottenere il sostegno del Partito liberale radicale (PLR, destra liberale) e del Partito borghese democratico (PBD, centro), i cui rappresentanti in parlamento avevano invece approvato la legge.

Secondo il governo e la maggioranza del parlamento, il blocco – praticato anche in altri Paesi, tra cui l’Italia e la Francia – è invece giustificato: esso risponde all’esigenza di un mercato dei giochi in denaro disciplinato e controllato dallo Stato, con la distribuzione dei proventi alle Assicurazioni vecchiaia e superstiti e invalidità e ad enti di utilità pubblica culturali, sociali e sportivi, conformemente al mandato costituzionale.

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Votazioni regionali e locali

Oltre che sui due quesiti a livello nazionale, in 14 cantoni domenica si tengono anche votazioni cantonali e nei Grigioni si svolgono le elezioni per il rinnovo del governo e del parlamento.

Tra i temi cantonali di rilevanza nazionale spicca il voto in Vallese su un credito di 100 milioni di franchi per la candidatura di Sion alle Olimpiadi invernali del 2026.

Di interesse nazionale è anche il voto di Nidwaldo, dove i cittadini devono decidere se avallare la richiesta del governo cantonale a quello federale di escludere la regione del Wellenberg dai siti in cui potrebbe essere costruito un deposito definitivo per le scorie radioattive. La Confederazione sta valutando dove è possibile realizzare un deposito in strati geologici profondi.

Grande attenzione attira il voto in otto comuni del Ticino sulla creazione del Parco nazionale del Locarnese, al confine con l’Italia. Se il progetto andasse in porto, sarebbe il primo parco nazionale nato attraverso la democrazia diretta. Inoltre sarebbe il primo passo verso un parco transfrontaliero, tramite la collaborazione con i comuni italiani confinanti che a loro volta creerebbero una zona protetta.

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