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Diritti dell’uomo: Washington sostiene Berna

Il segretario di Stato del DFAE, Michael Ambühl, ha criticato la politica statunitense su Guantanamo

(Keystone)

Gli Stati Uniti sosterranno la proposta svizzera di rimpiazzare la Commissione dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite con un Consiglio situato a Ginevra.

In visita a Washington, il segretario di Stato Michael Ambühl ha confermato la «convergenza d’opinioni» fra i due Paesi su questo tema.

Il numero due del Dipartimento federale degli affari esteri, Michael Ambühl, ha concluso martedì una visita di due giorni a Washington.

Le discussioni intraprese con i rappresentanti del ministero degli esteri americano sulle riforme dell’ONU e sull’idea di potenziarne l’organizzazione si sono rivelate fruttuose. La proposta della Svizzera di creare un Consiglio dei diritti umani con sede a Ginevra è infatti stata avallata dagli Stati Uniti.

L’attuale Commissione dei diritti dell’uomo ha spesso rivelato le proprie lacune e l’incapacità di reagire efficacemente e con prontezza ai problemi di violazione dei diritti fondamentali.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha quindi lanciato la proposta - fermamente sostenuta dalla Confederazione - di rimpiazzare la Commissione con un nuovo Consiglio, istituzionalmente più adatto ad assicurare la pace e la sicurezza mondiale.

Divergenze su Guantanamo

I rappresentanti svizzeri e statunitensi hanno discusso anche sulla situazione dei diritti dell’uomo e sulle condizioni di detenzione dei prigionieri della guerra in Afghanistan nella base americana di Guantanamo.

A questo proposito, la Confederazione ha chiesto agli Stati Uniti di rispettare le Convenzioni di Ginevra.

«Gli americani hanno capito che la Svizzera, in quanto Stato depositario delle Convenzioni, ha una visione decisamente differente rispetto alla loro sulla questione del trattamento dei prigionieri di Guantanamo, a Cuba», ha detto Ambühl alla radio svizzera tedesca.

Diversificare le relazioni

L’obbiettivo principale della visita del segretario di Stato elvetico a Washington era quello di potenziare e diversificare le relazioni fra la Svizzera e gli Stati Uniti.

Ambühl ha definito «eccellenti» le relazioni fra i due Paesi. A suo avviso sussistono comunque ancora margini di miglioramento. Un’idea condivisa anche da Washington, che ha accolto con favore l'idea di intensificare i rapporti.

In maggio il Consiglio federale aveva deciso di incoraggiare e di meglio strutturare la cooperazione con gli Stati Uniti, sia sul piano bilaterale che su quello multilaterale.

Futuro accordo di libero scambio

Nelle discussioni è stato affrontato anche il tema di un possibile accordo di libero scambio fra Svizzera e USA. Il segretario di Stato ha ricordato che in merito si discuterà più approfonditamente il prossimo mese di luglio, durante la visita a Washington del consigliere federale Joseph Deiss.

Gli accordi di libero scambio recentemente conclusi fra gli Stati Uniti e i Paesi dell’America Centrale - che il Congresso statunitense ha cominciato ad esaminare martedì – riscontrano difficoltà inattese, a causa dell’opposizione dei sindacati e dei repubblicani conservatori, preoccupati per il trasferimento di posti di lavoro all’estero.

Secondo Ambühl, queste reticenze non devono però suscitare dubbi sulla possibilità di concludere un accordo del genere con la Confederazione.

«Non credo che ci troveremo nella stessa situazione. Svizzera e USA hanno raggiunto livelli di sviluppo molto simili. Non vi è quindi da temere un trasferimento di impieghi», ha detto a swissinfo il segretario di Stato.

swissinfo e agenzie

In breve

L’attuale Commissione dei diritti dell’uomo dell’ONU, composta da delegati di 53 Stati, è spesso criticata a causa della sua incapacità di fare pressione sugli Stati membri che non rispettano i diritti fondamentali.

La Svizzera non è membro della Commissione.

Lo scorso mese d’aprile, il segretario generale dell'ONU Kofi Annan ha quindi proposto, nell’ambito delle riforme dell’organizzazione, di istituire un nuovo Consiglio dei diritti dell’uomo sul modello del Consiglio di sicurezza.

La proposta di Annan è sostenuta sia da Berna che da Washington. I due Stati propongono Ginevra quale sede del nuovo Consiglio.

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