Quel che ha animato la democrazia diretta svizzera nel 2017

Non abbastanza forti: i promotori di un' iniziativa che voleva far pagare all'assicurazione sanitaria le lezioni di fitness non sono riusciti a raccogliere le 100mila firme necessarie per portare la proposta al voto a livello nazionale. Keystone/Gaetan Bally

In testa alle preoccupazioni degli attivisti della democrazia diretta svizzera nel 2017 si sono collocate questioni sanitarie. Sul tema della sanità verte infatti quasi la metà delle iniziative popolari lanciate quest'anno. L'uso di questo diritto popolare ha ripreso slancio.

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 dicembre 2017 - 15:00
swissinfo.ch/urs con ats

Negli annali della democrazia diretta elvetica il 2017 non sarà dunque ricordato soltanto tra i rari anni in cui il popolo svizzero non ha votato su alcuna iniziativa federale, perché nessuna era pronta per l'esame delle urne. Il 2017 figurerà anche tra gli anni di svolta nella frequenza d'uso di questo strumento di democrazia diretta per eccellenza. Con un totale di dieci iniziative, quest'anno ne sono state lanciate quattro in più del 2016 e del 2015.

+ Scoprite nel video cos'è un'iniziativa popolare

Pur essendo ancora lontani dal record di 23 iniziative del 2011, la crescita del 2017 ha dunque segnato un'inversione di tendenza rispetto ai due anni precedenti, quando si era registrato dapprima un calo a sei iniziative e poi una stagnazione.

Nel segno della sanità

Ben quattro delle dieci iniziative lanciate quest'anno riguardano il settore della sanità. Denominata "Assicurazione malattia. Per la libertà organizzativa cantonale", una riguarda i premi delle casse malattia. Un'altra, intitolata "Per un Parlamento indipendente dalle casse malattia", concerne i legami delle società di assicurazione sanitaria con i parlamentari.

Una terza si prefigge di "Favorire la donazione di organi e salvare vite umane", introducendo il principio del consenso presunto a donare i propri organi di ogni persona alla morte, a meno che in vita abbia esplicitamente manifestato la propria opposizione.

Un'altra ancora, "Per cure infermieristiche forti", intende valorizzare la professione infermieristica per combattere la mancanza di personale. Quest'ultima è stata lanciata in gennaio ed è già stata depositata alla fine di novembre con il numero di firme necessarie per portarla al voto popolare.

I temi delle altre sei iniziative popolari lanciate nel 2017 spaziano dai diritti degli animali, all'ambiente, alla politica d'investimento e di distribuzione della ricchezza fino a una clausola preferenziale per le persone residenti in Svizzera rispetto a quelle provenienti dall'estero sul mercato del lavoro.

Divieto del burqa

Oltre all'iniziativa "Per cure infermieristiche forti", quest'anno ne sono state depositate altre quattro alla Cancelleria federale con il numero di firme necessarie per sottoporle a una votazione nazionale. Tra di esse c'è la proposta di introdurre il divieto di coprirsi il volto in pubblico, la cosiddetta norma anti-burqa.

L'iniziativa federale ricalca il testo di quella cantonale che era stata accettata in Ticino nella votazione del settembre 2013. Oltre a suscitare aspri dibattiti in Svizzera, questa sarà probabilmente l'iniziativa popolare che farà più notizia nei prossimi anni a livello internazionale.

Tuttavia, ci vorrà un po' di tempo prima che l'elettorato elvetico dica l'ultima parola su questa proposta. Il governo federale ha infatti recentemente annunciato l'intenzione di opporle un controprogetto legislativo, che dovrebbe essere elaborato entro la fine di giugno 2018. Solo dopo che questo testo sarà stato sottoposto alla procedura di consultazione, l'esecutivo trasmetterà il messaggio alle Camere federali. Al termine dell'esame parlamentare l'iniziativa approderà infine alle urne.

Congedo di paternità

Fra le cinque iniziative formalmente riuscite nel 2107, c'è poi quella "Per un congedo di paternità ragionevole". Promossa da sindacati e altre organizzazioni, chiede di introdurre un congedo di paternità retribuito di 20 giorni.

Le altre due iniziative popolari depositate quest'anno propongono misure rispettivamente per rendere più trasparente il finanziamento dei partiti politici e per abbassare i prezzi dei prodotti di consumo importati. Quest'ultima è denominata "iniziativa per prezzi equi".

Ritirate tre iniziative formalmente riuscite

D'altra parte tre iniziative, che erano state depositate con le firme necessarie negli anni scorsi, nel 2017 sono state ritirate dai rispettivi comitati promotori, che hanno rinunciato a sottoporle al voto popolare.

Delle tre, la cosiddetta "iniziativa RASA" (acronimo tedesco di "Fuori dal vicolo cieco") è quella che aveva fatto maggiormente discutere. Chiedeva l'abrogazione pura e semplice delle disposizioni costituzionali introdotte con l'accettazione, il 9 febbraio 2014, dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa". Il governo e il parlamento l'avevano bocciata, senza opporle alcun controprogetto.

Controprogetti sono invece stati adottati dal parlamento per l'iniziativa per la riparazione a favore dei bambini che hanno subito collocamenti coatti e quella sulla sicurezza alimentare. In entrambi i casi i rispettivi comitati sono stati soddisfatti della soluzione parlamentare e hanno perciò deciso di ritirare i loro testi.

Altre due iniziative non sono riuscite a raccogliere firme sufficienti. Intitolata "Sì alla medicina del movimento", una chiedeva tra l'altro che i costi di programmi di fitness certificati fossero rimborsati dall'assicurazione sanitaria di base obbligatoria. L'altra voleva allentare le sanzioni per le infrazioni alle prescrizioni sulla circolazione stradale.

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Niente iniziative al voto, ma sei referendum

Il fatto che nessuna iniziativa sia stata sottoposta al verdetto popolare, non significa che il 2017 in Svizzera sia stato un anno senza votazioni nazionali. L'elettorato elvetico è stato chiamato alle urne tre volte per pronunciarsi su un totale di sei oggetti.

Tra essi spiccano l'approvazione di un piano per abbandonare gradualmente l'energia nucleare e promuovere le energie rinnovabili, il rifiuto di un'ampia riforma del sistema pensionistico della previdenza di vecchiaia e la bocciatura di una riforma del sistema di tassazione delle imprese.


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