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Diritti umani sotto la lente ad Harvard

Le Convenzioni di Ginevra vengono violate a Guantanamo Bay secondo alcuni gruppi di salvaguardia dei diritti umani

(swissinfo.ch)

I governi e il mondo accademico hanno a disposizione un portale internet specializzato nel diritto umanitario internazionale.

La nascita del nuovo portale, con sede a Ginevra, è stata annunciata ad Harvard nel corso di un meeting internazionale.

Il meeting di Harvard è stato organizzato congiuntamente dalla Svizzera e dal Program on Humanitarian Policy and Conflict Research (HPCR) dell'università di Boston.

Ai lavori hanno preso parte vari esperti, delegazioni di 25 paesi (per la Svizzera erano presenti l'ambasciatore Peter Maurer e Barbara Fontana, consulente scientifica al Dipartimento degli affari esteri) e rappresentanti del Comitato internazionale della Croce Rossa e delle Nazioni Unite.

Incontro a porte chiuse

Alcune ONG hanno espresso il proprio disappunto per l'esclusione dal seminario da parte del governo svizzero: "La maggior parte dei partecipanti erano militari, e questo ci manda un segnale d'avvertimento", ha dichiarato a swissinfo Kenneth Roth, direttore esecutivo di Human Rights Watch.

L'ambasciatore svizzero Peter Maurer ribatte che l'incontro non è che il primo passo di una serie di discussioni: "Abbiamo sempre sostenuto che questo ampio processo debba essere aperto a tutti, e che le organizzazioni non governative hanno un ruolo importante, ma ciò non significa che si debba sempre partecipare tutti e allo stesso momento, così per il momento abbiamo deciso di restringere il numero dei partecipanti."

È stato un incontro tra esperti, vale a dire tra rappresentanti del mondo accademico e dei governi che da tempo sentono il bisogno di trovare nuovi canali di comunicazione e di dialogo sui temi del diritto umanitario.

Non si tratta di creare nuove norme. Quelle esistenti, basti pensare alle convenzioni di Ginevra sui prigionieri di guerra bastano, ma i conflitti cambiano e con loro si vengono a creare nuove situazioni che vanno risolte giuridicamente.

Questo problema si è fatto sentire con più insistenza soprattutto nel corso degli ultimi 10 anni. La difficoltà d'interpretazione del diritto umanitario è emersa per esempio nel corso del conflitto afghano.

Guantanamo e scudi umani

Gli Stati Uniti hanno trasferito centinaia di combattenti nella base di Guantanamo, nell'isola di Cuba. Da un anno queste persone sono detenute senza capi d'accusa e senza sapere se saranno processate. I civili si ritrovano poi sempre più coinvolti nei conflitti. In alcuni casi è difficile fare una netta distinzione tra civile e combattente.

Si vengono a creare anche nuove situazioni. Per esempio, proprio in queste settimane per impedire lo scoppio del conflitto c'è chi sta pensando di andare in Iraq per farsi scudo umano. Quali sono i diritti di queste persone? Quando comincia e quando finisce l'applicazione del diritto umanitario internazionale?

E quali sono i meccanismi legali per l'applicazione di queste norme? E' di questo che si è discusso per tre giorni ad Harvard. "Questo incontro - precisa a swissinfo Claude Bruderlein, direttore di HPCR - è stato voluto soprattutto per lanciare un processo d'interpretazione delle norme esistenti nel campo del diritto umanitario ".

Nuovo portale

Per favorire il dialogo e la comunicazioni tra esperti e governi è stata annunciata la creazione di un portale internet che è stato ideato dall'HPCR. Il nuovo portale avrà la sua sede a Ginevra, città dalle lunghe tradizioni umanitarie, dove si trova anche la sede del Comitato internazionale della Croce rossa.

I partecipanti - precisa Bruderlein - hanno espresso un forte interesse per questa iniziativa finanziata anche dal governo elvetico. Il portale permetterà di accedere subito a oltre un migliaio di documenti e di ricerche fatti nel campo del diritto umanitario.

Secondo Bruderlein, questa iniziativa rappresenta una nuova opportunità per la Svizzera. Il nostro paese ha modo di esplorare una nuova via per esprimere il suo spirito umanitario e la sua leadership in questo campo. E non è escluso che tra un anno i partecipanti decidano di rinnovare l'incontro per rinsaldare i legami creati in questi giorni a Boston.

Svizzeri ingenui?

"Temiamo che gli Svizzeri stiano peccando di ingenuità: gli Stati Uniti fanno pressione per poter eludere le Convenzioni di Ginevra, e non sono sicuro che gli svizzeri siano in grado di resistere a questa pressione", è lo stato d'animo espresso da Kenneth Roth, di Human Rights Watch.

"Non c'è nessun motivo di dire che siamo ingenui, si difende invece Peter Maurer "Ci possono essere diversi punti di vista su come applicare le Convenzioni, ma sui principi non si discute."

Swissinfo, Anna Luisa Ferro Mäder


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