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Diritti umani sullo sfondo della guerra

Sergio Vieria de Mello, Alto commissario per i diritti umani, e Najat Al-Hajjaji, presidente della commissione

(Keystone)

La sessione annuale della Commissione dei diritti umani dell'ONU è iniziata a Ginevra sullo sfondo dell'incombente guerra in Iraq.

La crisi rischia di dominare le discussioni, ma la Svizzera spera che altre questioni non passino in secondo piano.

"Stiamo per essere tutti sottoposti ad un esame", ha detto l'Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Sergio Vieira de Mello, aprendo lunedì la sessione.

Circa 3000 rappresentanti degli Stati membri e osservatori, oltre che di varie organizzazioni non governative (ONG), partecipano alla riunione annuale della Commissione dei diritti umani dell'ONU.

Scopo delle loro discussioni è l'individuazione e la condanna delle violazioni dei diritti umani in tutto il mondo

Per Jean-Daniel Vigny, membro della delegazione svizzera, una cosa è chiara: "Se il conflitto in Iraq comincerà durante la sessione, ciò influenzerà senza dubbio l'atmosfera generale e i negoziati su varie importanti risoluzioni."

L'ombra della crisi irachena

Il capo della delegazione elvetica, Peter Maurer, concorda con l'opinione di Vigny, ma si dice convinto che la guerra non creerà spaccature tra la Svizzera e altre delegazioni, compresi gli Stati Uniti.

"L'Iraq sarà una priorità per la Svizzera, ma abbiamo sempre sostenuto che la Commissione dei diritti umani non dovrebbe essere una piattaforma per dibattiti politici e dovrebbe concentrarsi sulla violazione dei diritti umani", ha detto Mauer a swissinfo.

"Possiamo essere o non essere d'accordo con l'uso della forza, con o senza risoluzione ONU, ma questo non dovrebbe influire sul lavoro della Commissione", ha aggiunto.

Alla domanda se l'uccisione di civili durante la guerra potrebbe costituire una violazione dei diritti umani, Maurer osserva che gli Stati Uniti hanno sempre rispettato la Convenzione di Ginevra, la quale costituisce la struttura portante del diritto internazionale ed è destinata a proteggere i civili e i prigionieri di guerra durante i conflitti.

"Possiamo avere di tanto in tanto delle divergenze sull'applicazione di certi articoli della Convenzione di Ginevra", dice Maurer. "Ma, per essere chiari, gli Stati Uniti non mettono in discussione la sua applicazione in caso di guerra."

Gli obiettivi della Svizzera

Questa è la prima sessione della Commissione a cui la Svizzera partecipa come membro a tutti gli effetti delle Nazioni Unite. Secondo Maurer, l'adesione all'ONU in settembre darà maggiore credibilità e legittimazione ai suoi argomenti.

"La Commisione ci prenderà maggiormente sul serio quest'anno, perché siamo membri elettori per le agenzie delle Nazioni Unite e possiamo votare anche su questioni politiche."

Negli ultimi sette mesi, la Svizzera ha insistito sul fatto che una delle sue priorità è diventare Stato membro della Commissione dei diritti umani. Ma la missione svizzera all'ONU è consapevole che difficilmente l'elezione sarà possibile in tempi stretti.

"Molti Stati vogliono diventare membri della commissione, per cui bisogna capire quando è arrivato il momento giusto", dice Maurer. "Abbiamo molti concorrenti nel gruppo dei paesi occidentali, per cui speriamo di diventare membri nel 2007."

Come Stato non membro, la Svizzera può comunque esprimere la sua opinione per sostenere risoluzioni, fare dichiarazioni e elaborare decisioni informali.

Impegno umanitario

Le priorità svizzere per quest'anno, dice ancora Maurer, saranno in linea con la tradizione umanitaria svizzera.

"Vogliamo concentrarci sui gruppi più vulnerabili, compresi i bambini, le donne e le minoranze, come pure sui popoli indigeni e sui disabili. Nella nostra agenda ci sono pure le violazioni gravi dei diritti umani, quali le uccisioni extra-giudiziarie, la pena di morte e la tortura."

Secondo Jean-Daniel Vigny, la Svizzera prevede di sostenere una quarantina di risoluzioni, compresa quella dedicata alla lotta contro il terrorismo, che sarà presentata dal Messico.

"La risoluzione vorrebbe garantire che le misure anti-terrorismo prese dai singoli Stati siano conformi al diritto umanitario internazionale, ai diritti umani e ai diritti dei rifugiati."

Per Vigny, toccherà alla comunità internazionale giudicare se "gli Stati Uniti e altri paesi" hanno rispettato le norme internazionali nella loro lotta contro il terrorismo.

swissinfo, Anna Nelson, Ginevra (traduzione: Andrea Tognina)

Fatti e cifre

La sessione annuale della Commissione durerà se settimana
Vi partecipano 3000 delegati
La Svizzera spera di diventare membro della commissione nel 2007

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