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Droghe al volante: sudore traditore

Il nuovo test aiuta i poliziotti evitando l'arbitrarietà

(Keystone)

L'Università di Losanna sperimenta un nuovo metodo per rilevare in tempo reale il consumo di stupefacenti al volante.

Il sudore della fronte tradisce i consumatori che si sono messi al volante.

Lo strumento, prodotto da una ditta francese, è rivoluzionario e potrebbe portare chiarezza sulla strada. "Lo 'Sweat test' permette di rilevare diverse sostanze alteranti come la canapa, le anfetamine, la morfina e la cocaina", afferma Marc Ausburger, direttore del laboratorio di tossicologia dell'Istituto di medicina legale di Losanna.

Con precisione e sicurezza la polizia potrebbe ampliare il suo compito di controllo sulle strade. "Le tracce di un prodotto sono riscontrabili nella saliva e nel sudore", aggiunge Ausburger. "Basta raccogliere con un tampone il liquido e analizzarlo con dei reagenti molto sensibili, messi a disposizione nel kit di 'Sweat test'. Così possiamo registrare con certezza la presenza di stupefacenti nel corpo del conducente".

Fin ora esistevano solo per l'alcol dei sistemi consolidati per definire un'infrazione. Per gli stupefacenti era necessario il dubbio dell'agente di polizia per innescare un ulteriore passo: l'analisi del sangue, delle urine o dei capelli. Tutto possibile, ma dispendioso.

Dal 2004, direttamente sulla strada e in tempo limitato sarà possibile determinare l'infrazione e procedere all'arresto.

Limiti da chiarire

Attualmente in verità la legge prevede solo cifre chiare per il limite massimo d'alcol al volante. Ma anche le altre sostanze stupefacenti che possono alterare le capacità di guida sono già messe al bando, malgrado la legge non definisca le quantità massime.

Inoltre i metodi convenzionali non offrono la necessaria tempestività. L'analisi delle urine per esempio offre uno spettro con un ritardo di ore se non giorni. Si attesta quindi il consumo di sostanze illegali, ma non necessariamente l'infrazione del codice della strada. L'effetto alterante potrebbe essere passato da molte ore.

Il nuovo strumento si basa invece sull'analisi di sudore o saliva, permettendo di raggiungere un livello di sicurezza analogo a quello dei controlli dell'alcol. Ammesso i test confermino i dati del produttore.

"L'apparecchio non permette inoltre di definire delle quantità esatte, ma solo la presenza o meno nel corpo delle sostanze illegali attive. Il controllo successivo in laboratorio rimane necessario", precisa Ausburger.

Un ulteriore problema già localizzato è la reazione non differenziata verso alcuni medicinali. Per esempio la codeina, sostanza utilizzata nei comuni sciroppi per la tosse che viene indicata alla stregua di ben più pericolose sostanze.

Ausburger ammette che su questo fronte ci sono ancora molti problemi da risolvere, perché anche chi si trova legalmente in terapia può avere dei problemi di lucidità al volante.

La sperimentazione

La polizia procede ora in alcuni cantoni ai test sugli automobilisti. Il laboratorio di Losanna procederà poi alla verifica dei risultati per determinare l'esattezza dei rilevamenti. Poi la legge in revisione definirà i dettagli.

"Già ora è chiaro che terrà conto degli stupefacenti, ma il Parlamento dovrà fissare i limiti e gli strumenti di controllo", conclude lo specialista che offrirà al legislatore i risultati delle sue analisi. Si attendono inoltre i riscontri degli altri pesi che procedono in questa direzione: Francia, Germania e Finlandia.

Nel caso di un'applicazione a tappeto comunque si ripropone la questione dei dati. Non è infatti chiaro quali conseguenze potrebbe avere l'utilizzazione su larga scala dello strumento di controllo.

Per il portavoce dell'Ufficio federale della protezione dei dati comunque il problema non si pone: "Si tratta di una fase di sperimentazione; prima dell'applicazione ci vuole un adeguamento legale che tenga conto anche della protezione dei dati. Per toccare la fedina penale di qualcuno ci vogliono dei fatti concreti. Nessuno entrerà in un registro penale per aver preso dello sciroppo contro la tosse".

Daniele Papacella, swissinfo

Fatti e cifre

"Sweet scan" rileva la presenza nel sudore di oppiacei, anfetamine, THC e cocaina
La precisione dovrebbe essere alta, ma i test devono verificarla
Strumenti analoghi sono già in dotazione della polizia in Francia, Germania e Finlandia

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