Due città orologiere candidate al Patrimonio mondiale

L'Avenue Léopold-Robert a La Chaux-de-Fonds (Neuchâtel) Keystone

La Chaux-de-Fonds e Le Locle hanno presentato venerdì a Parigi la loro candidatura ufficiale alla lista del Patrimonio mondiale UNESCO.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 dicembre 2007 - 09:47

L'organismo delle Nazioni unite dovrebbe pronunciarsi nel 2009 sulla candidatura, che mette in rilievo il singolare stile architettonico e urbanistico delle due città orologiere della Svizzera romanda.

Il dossier di candidatura, un voluminoso fascicolo di 500 pagine, è stato consegnato venerdì alla sede dell'organismo delle Nazioni unite a Parigi.

Lunedì scorso, il dossier era stato firmato a nome dalla Confederazione elvetica dal direttore dell'Ufficio federale della cultura, Jean-Frédéric Jauslin, nell'ambito di una cerimonia svoltasi in uno dei più vecchi atelier orologieri di Le Locle.

Il dossier mette in risalto il singolare stile architettonico e urbanistico di entrambe le località delle montagne neocastellane - considerate un esempio di simbiosi fra l'urbanismo e l'industria, in questo caso l'industria orologiera.

Questa particolarità ha spinto le autorità comunali a sollecitare un'iscrizione nel patrimonio mondiale dell'Organizzazione delle nazioni unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO).

Decisione nel 2009

Il comitato dell'UNESCO si pronuncerà al riguardo nel 2009. In precedenza ol Consiglio federale aveva designato le due città orologiere come uno dei siti svizzeri che avrebbero potuto entrare nel novero del patrimonio mondiale dell'umanità.

Nel 2008 il comitato dell'UNESCO dovrebbe invece pronunciarsi sulla candidatura delle linee dell'Albula e del Bernina delle Ferrovie retiche (canton Grigioni). Nel giugno scorso erano stati riconosciuti parte del patrimonio mondiale i vigneti di Lavaux, nel canton Vaud

Salvaguarrdia del patrimonio

L'UNESCO s'impegna nella salvaguardia del patrimonio culturale e naturale mondiale. I siti inseriti nelle liste dell'Unesco sono considerati di valore universale inestimabile.

Per tutelarli, l'Unesco ha adottato una convenzione a proposito nel novembre 1972. Il testo, sottoscritto da 180 Stati, è stato ratificati dalla Svizzera nel 1975.

La lista del patrimonio culturale e naturale dell'umanità comprende 851 siti (660 beni culturali, 166 naturali e 25 misti), situati in 141 Stati.

swissinfo e agenzie

Sette siti svizzeri

Sette località in Svizzera fanno parte del patrimonio mondiale dell'umanità: oltre ai vigneti di Lavaux (canton Vaud), si tratta della città vecchia di Berna, del monastero di San Gallo, del complesso conventuale di San Giovanni in Val Monastero (Grigioni), i castelli di Bellinzona e il Monte San Giorgio (Ticino) e la regione della Jungfrau-Aletsch-Bietschhorn.

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